Intervista al libraio Nikita Guardini

L’importanza dei social network per “allungare gli scaffali di una libreria fino allo smartphone”

Nikita Guardini, libraio presso la Libreria Rizzoli Galleria di Milano, ci spiega in che modo un buon libraio può trasformare la sua libreria in "un luogo in cui sia necessario andare"
L'importanza dei social network per "allungare gli scaffali di una libreria fino allo smartphone"

MILANO – “La libreria è un’attività commerciale difficile e non basta una grande passione per portarla avanti.” Parola di Nikita Guardini, libraio che ha fatto della sua passione un mestiere, tanto da arrivare a lavorare presso la Libreria Rizzoli Galleria, storico spazio nel cuore di Milano. In questa intervista, Nikita Guardini ci spiega come è nata la sua passione per la lettura e in che modo un buon libraio può trasformare la sua libreria in “un luogo in cui sia necessario andare”, dove il lettore possa vivere un’esperienza unica e i libri siano sempre in primo piano.

 

Come nasce la tua passione per la lettura ed i libri?

Quand’ero bambino guardavo gli scaffali della libreria di mia madre con grande ammirazione: “li hai letti tutti?” le chiedevo spesso. Leggeva tanto. Leggeva romanzi.

“Consigliamene uno bello!” le dicevo. I libri che mi suggeriva non erano mai adatti alla mia età ed erano letture difficili, per me. Eppure questo non mi ha mai abbattuto perché più forte del mio parere su alcuni libri era l’immagine di mia madre che leggeva, oasi felice lontana dal mondo. Riconoscevo il potere benefico di quella pratica e forse è così che, in me, il seme della lettura iniziò a germinare.

 

Quando hai deciso che la tua passione sarebbe diventata professione?

Credo verso i 21 anni. Dopo aver aderito ad un progetto di promozione alla lettura rivolto ai bambini, lavorai per un po’ in una biblioteca vicino a Verona. Era il luogo giusto per me, mi sentivo a casa. Quando mi trasferii a Milano, cercai posto nelle librerie. Lavorai per un breve periodo in un grande negozio di libri ma finita quell’esperienza, mi ritrovai a cambiare lavoro svariate volte e a reinventarmi in altri campi, come ormai accade a tutti.

Io però volevo tornare ad avere a che fare con i libri. E chi la dura… a volte finisce in Rizzoli Galleria! Penso sia una grande fortuna poter far parte di una realtà così importante.

 

E’ cronaca quotidiana, purtroppo, il fatto che diverse librerie sono costrette a chiudere. Cosa ti senti di consigliare ai giovani che volessero aprire oggi una libreria, trasformando, come hai fatto tu, la propria passione in un lavoro?

Ad un giovane che volesse aprire una libreria consiglierei innanzitutto di pensarci molto bene. La libreria è un’attività commerciale difficile e non basta una grande passione per portarla avanti. Oggi come oggi il libro è acquistabile quasi ovunque, perfino nelle stazioni di servizio delle autostrade!

Se, nonostante tutto, un giovane volesse aprire una libreria, allora gli augurerei di saper fare della sua libreria “un luogo in cui sia necessario andare”, un punto di riferimento dove si svolgano continuamente attività, dove il lettore possa vivere un’esperienza unica e i libri siano sempre in primo piano.

 

I social sono un modo per veicolare non solo la propria vita privata, ma anche la propria attività. In che modo Facebook, Twitter ed Instagram possono essere un veicolo efficace anche per l’attività di un libraio?

Lo dico sempre: un post ti fa arrivare dove altrimenti non saresti arrivato e racconta la tua realtà a chi è lontano.

I social network sono estensioni dello spazio fisico, allungano gli scaffali di una libreria fino allo smartphone di qualsiasi lettore mettendolo al corrente delle ultime novità editoriali, delle campagne sconto in corso, degli eventi che stai per ospitare e degli autori che verranno a trovarti. Oggi più che mai i social network sono strumenti fondamentali per farsi conoscere.

 

Infine, da buon libraio, ti chiediamo qualche consiglio di lettura…

Voglio dare un consiglio speciale, un thriller dal ritmo serrato che parla di adolescenza ma anche del dolore e della solitudine che questa fase della vita comporta. È un libro che ha iniziato a far parlare di sé ancor prima che uscisse in Italia e che ha riscosso un grande successo sia per i favori espressi dalla critica che per il seguito che ha ottenuto tra i lettori. Sto parlando del libro di Emma Cline, “Le ragazze“, Einaudi.

Questo consiglio vuole essere anche un invito perché è il titolo protagonista del prossimo “BookEaterClub”, cioè del club di lettura ideato da Camilla Ronzullo del blog “Zelda was a writer” e che ogni mese si riunisce in Rizzoli Galleria, a Milano.

Ci troveremo in libreria giovedì 17 novembre alle 19:00 e parleremo insieme a voi di questo magnifico libro. Scoprirete un mondo di lettori straordinari, attivi, reattivi e desiderosi di esprimere le proprie opinioni su ciò che hanno letto. Il “BookEaterClub” è un’esperienza davvero imperdibile che immerge i lettori in un clima speciale e che, ne siamo certi, saprà catturarvi. Vi aspettiamo!

 

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