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L’identità sofferta de ”L’età adulta” nel nuovo romanzo di Ann Marie MacDonald

Nel nuovo libro dell'autrice canadese una storia che esplora il potere e i pericoli dell’amore familiare.

PORDENONE – Dopo più di dieci anni dal bestseller internazionale Come vola il corvo, Ann-Marie MacDonald torna al romanzo con L’età adulta, (ed Mondadori), una storia che esplora il potere e i pericoli dell’amore familiare, le forze sotterranee che possono distruggere o tenere insieme le migliori famiglie. La protagonista ricorda molto l’autrice: uguale l’infanzia tra Germania e Canada, entrambe scrittrici di successo con una compagna, due bambini e un nuovo romanzo da scrivere. Entrambe alla ricerca della propria identità.

ALLA RICERCA DEL PROPRIO IO – “Un’ identità – spiega Ann-Marie Mac Donald, anche cantante e scrittrice di teatro – che dipende dalla famiglia e dal nostro patrimonio genetico. La domanda che ci si pone nel romanzo è appunto come si può evolvere, come singolo individuo, dalla propria saga familiare”. Questo vale, in particolare, spiega l’autrice canadese, per la generazione a cui lei appartiene dei baby boomers, una generazione che ha fatto fatica ad invecchiare e si è riconosciuta adulta, soltanto nel momento in cui ha cominciato a prestare attenzione ai più giovani. Ma diventare adulti significa anche fare i conti con i genitori e per Mary Rose, la protagonista del romanzo, è particolarmente dura. Nella sua infanzia di continui trasferimenti e depressioni materne ci sono segreti e ricordi felici mescolati così inscindibilmente che è impossibile ricordarsi il giorno esatto in cui era comparso il dolore al braccio, o che fine ha fatto la foto della tomba del fratellino, o cos’è successo veramente sul balcone di casa un pomeriggio. E poi con il suo coming out i rapporti con i genitori peggiorano. Ma c’è di più: nel libro si parla, anche se non da un punto di vista clinico, di un trauma molto forte, quasi patologico che avviene in una fase, per cosi dire, preverbale: “Cosa si fa – si interroga la Mac Donald – se non si hanno le parole per esprimere ciò che ci ha tormentato? Allora ci sono pulsioni, appetiti, indizi, ma per gli altri e anche per se stessi rimane un mistero da chiarire”. Lo spettro di un segreto familiare non chiarito inizia a crescere nella testa di Mary Rose rischiando di mettere a repentaglio tutta la vita che ha costruito.

PROTAGONISTA E AUTRICE SI ASSOMIGLIANO – Il parallelismo tra personaggio e autrice emerge ancora nel momento in cui Mary Rose-Anne Marie insistono nel lavoro di scavo all’interno della propria personalità per “liberarsi”, una ricerca interiore che l’autrice aveva iniziato nei romanzi precedenti ( Chiedi perdono e Come vola il corvo ), tant’è che i critici hanno parlato di una vera e propria trilogia, e che si completa con la sua attività di attrice: “scrittura e recitazione – conclude l’autrice – per me si completano e si alimentano l’una con l’altra e mi rendono davvero felice. Oggi, dopo la maternità, ho capito che non potevo permettermi una storia che richiedesse ricerche o viaggi lontani, dovevo trovare la materia prima nel posto più vicino possibile, che spesso è anche quello più faticoso da raggiungere: la propria storia personale”.

 

Alessandra Pavan

22 ottobre 2015

 

 

 

Alessandra Pavan

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