Perché leggere fumetti oggi è “Culthic”? Intervista a Barbara Baraldi (curatrice Dylan Dog)

8 Gennaio 2026

La scrittrice e curatrice di Dylan Dog analizza lo stato del fumetto in Italia, racconta quali sono i nuovi trend dei comics e commenta l'ascesa di un genere, quello horror, che dal cinema alla letteratura non è mai passato di moda.

Perché leggere fumetti oggi è Culthic Intervista a Barbara Baraldi (curatrice Dylan Dog)

Dai manga agli anime, passando per la lunga tradizione italiana: perché oggi leggere i fumetti è ancora “figo”, anzi diremmo noi di Libreriamo “è Culthic” e non da sfigati? A spiegarcelo è Barbara Baraldi, scrittrice italiana di gialli e thriller, nota per la serie “Aurora Scalviati” (con Aurora nel buio) e per il suo lavoro nel fumetto.

Abbiamo intervistato Barbara in questi primi giorni del 2026, anno che porterà un’icona del fumetto italiano, Dylan Dog, personaggio cult di cui da anni si occupa prima come sceneggiatrice e dal 2023 come curatrice del personaggio nato nel 1986 dalla “penna” di Tiziano Sclavi, a tagliare il prestigioso traguardo dei 40 anni

Intervista a Barbara Baraldi

In questa intervista, la scrittrice analizza lo stato del fumetto in Italia, tra analogie e differenze con il mondo della narrativa tradizionale, i nuovi trend del mondo comics tra graphic novel, web toon e intelligenza artificiale, e l’ascesa di un genere, quello horror, che non è mai dal cinema alla letteratura non è mai passato di moda.

Da quando hai assunto la curatela di Dylan Dog, hai dichiarato di voler tornare alle radici “sclaviane” del personaggio, pur mantenendolo rilevante per il pubblico contemporaneo. Come si bilancia la necessità di preservare l’iconicità di un mito nato negli anni ’80 con le sensibilità e le paure di un lettore contemporaneo?

Tiziano ha creato un personaggio perfetto, utilizzando con maestria gli archetipi e un linguaggio universale. Dylan è calato nella contemporaneità per sua stessa natura, era così negli anni 80-90 ed è così oggi. Le storie scritte da Tiziano presentano tematiche attualissime, e risultano contemporanee oggi come lo erano 30-40 anni fa. Gli aspetti tecnologici tipici del periodo sono secondari, e del tutto irrilevanti per comprendere e apprezzare una storia di Dylan Dog. La sfida, secondo me, consiste nel proporre storie scritte con urgenza e nel rispetto della poetica e della filosofia del suo creatore, senza mai cedere alla tentazione dell’imitazione, che aborro. Roba da far tremare i polsi, insomma.

Tu nasci come romanziera di successo (noir, thriller, gotico). Qual è la sfida più grande nel tradurre una visione narrativa dalla pagina scritta alla sceneggiatura per immagini? C’è qualcosa che il fumetto può trasmettere che la parola scritta da sola non riesce a fare?

Il fumetto e la narrativa sono solo due modi per raccontare una storia e, in linea di principio, non c’è niente che non si possa dire con l’uno o con l’altro mezzo di espressione. Nel mio processo creativo, procedo a immagini, è come se le scene mi passassero davanti agli occhi, è come se fossero i personaggi a suggerire le loro azioni e i loro dialoghi, quindi tradurre ciò che vedo in paragrafi e capitoli, oppure in pagine di sceneggiatura da affidare al disegnatore, è principalmente una questione di linguaggio.

Il mercato del fumetto sta cambiando rapidamente tra graphic novel, webtoon e intelligenza artificiale. Puoi fare un bilancio dell’anno appena concluso e provare a guardare alle prospettive future di questo genere artistico capace di stare sempre al passo con i tempi? Perché leggere fumetti ancora oggi è “figo” e non solo da “nerd”?

Per come la vedo io, leggere fumetti è un piacere personale, il modo in cui è considerato dalla società è indifferente. Qualche anno fa era da “sfigati”, oggi è “figo”, domani sarà qualcos’altro. Per esempio, io sono un’appassionata lettrice di poesia, che non è proprio considerato alla moda. Il motivo di questa approvazione (o mancanza di essa) da parte della società avrà tanti motivi, avrà concorso il successo al cinema dei film di supereroi di qualche anno fa, oggi sicuramente sorpassato, e l’entusiasmo suscitato nelle nuove generazioni di manga e anime.

Come bilancio dell’anno passato, non ho visto sconvolgimenti nello “status quo”, per il futuro posso solo auspicare l’affermazione di nuovi talenti e nuove idee, che sono il fondamento di qualunque espressione creativa, e l’unico vero motore del mercato.

L’horror è un genere che riflette le ansie della società, che sembra essere tornato in auge come dimostra il successo di serie tv e film come, solo per citare due esempi, “It Welcome to Derry” e “Stranger Things”. Oggi che la realtà spesso supera l’incubo, quali sono i nuovi “mostri” che Dylan Dog deve affrontare? C’è un tema o una fobia sociale che non è ancora stata esplorata a sufficienza nelle tavole dell’Indagatore?

Credo che la realtà superi l’incubo pressoché da quando esiste l’umanità, e l’horror esiste, forse, proprio come forma di elaborazione della realtà stessa. Dylan Dog affronta da sempre i mostri peggiori, che sono dentro di noi e hanno il volto di un vicino di casa, di un funzionario che approfitta del proprio potere, o di uno psicopatico al governo di una nazione armata fino ai denti.

Nell’elaborazione di nuove storie e nella valutazione delle proposte dei collaboratori, pertanto, non mi concentro tanto nella ricerca di strani o “nuovi” mostri, ma nella capacità di proiettare in una storia di fantasia ansie esistenziali e molto reali, e nell’essere frutto di un’urgenza espressiva. Storie che potrebbero essere un film dell’orrore ad alto budget. Finché sarà così, Dylan Dog non sarà mai irrilevante.

Ultima domanda su Dylan Dog: il 2026 vedrà l’indagatore dell’incubo tagliare il prestigioso traguardo dei 40 anni: per celebrarlo avete già in cantiere qualcosa che possiamo anticipare in esclusiva?

Purtroppo, il calendario delle iniziative celebrative è ancora un blindatissimo work-in-progress. Per quanto riguarda il mio campo di azione, ovvero la direzione creativa, procederemo sulla strada (secondo me, virtuosa) percorsa finora, con storie dal massimo impatto emotivo e creativo, in modo che ogni albo sia a suo modo memorabile.

Per quanto riguarda l’albo a colori in uscita per il mese del Quarantennale, quello datato ottobre 2026, ma in uscita a fine settembre, ho consegnato la sceneggiatura al disegnatore, ma anche in questo caso, ahimé, non posso ancora rivelarne il nome. Come per tradizione della testata, posso anticipare che si tratta di una storia che va a scavare nel passato dell’Indagatore dell’Incubo.

Biografia dell’autrice

Barbara Baraldi è autrice di thriller e sceneggiature di fumetti. Da maggio 2023 è curatrice della serie «Dylan Dog» di Sergio Bonelli Editore, di cui è anche sceneggiatrice.

Pubblica per Giunti editore la serie bestseller “Aurora Scalviati, profiler del buio”, con oltre 150.000 copie vendute, di cui fanno parte i romanzi Aurora nel buio (2017), Osservatore oscuro (2018), L’ultima notte di Aurora (2019), La stagione dei ragni (2021) e Cambiare le ossa (2022). Il suo ultimo romanzo è Gli omicidi dei tarocchi (Giunti 2025), finalista al Premio Scerbanenco.

Nel corso della sua carriera, ha collaborato con la Walt Disney Company come consulente creativa, ha pubblicato graphic novel con editori indipendenti in Italia, e in Francia con l’editore Soleil. Ha pubblicato romanzi per Mondadori, Castelvecchi, Einaudi e un ciclo di guide ai misteri della città di Bologna per Newton & Compton.

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