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Le trentatré parole per la felicità

Il lessico della felicità indica le trentatré parole sulle quali puntare per affrontare lo stravagante disturbo che è la vita
Le trentatré parole per la felicità

Lunedì pomeriggio nella cornice della libreria Rizzoli della galleria Vittorio Emanuele di Milano, alla presenza di un folto parterre, è stato presentato il nuovo libro di Roberto D’Incau e Laura D’Onofrio “Il lessico della felicità – 33 parole per vivere meglio“. Gli autori, insieme a Diamante D’Alessio e Matteo Marzotto, hanno animato un dibattito sul tema della felicità, individuando ciascuno la parola più significativa tra le trentatré.

Cos’è “Il Lessico della felicità”?

Il libro intende essere un manuale d’istruzioni, un bugiardino che attraverso trentatré parole illustra come affrontare lo stravagante disturbo che è la vita in ambito amoroso, lavorativo, affettivo, prima che diventi una malattia.
D’Incau e D’Onofrio affermano subito di non avere una ricetta magica per raggiungere la felicità, ma la loro ricetta consiste in un cambio di prospettiva. Non serve fuggire dalle situazioni perché si porterebbe con sé il proprio bagaglio d’infelicità. Occorre restare nelle posizioni difficoltose, ma mutare la prospettiva con cui si osservano le difficoltà. La felicità, pertanto, non sarebbe altro che un modo diverso di vedere le cose attraverso trentatré parole significative.

Le 33 parole del lessico della felicità

Amore, Ansia, Apprezzamento, Aspettativa, Autostima, Cambiamento, Competenza, Competizione, Comunicazione, Conflitto, Crisi, Denaro, Desiderio, Diversità, Dovere, Emozione, Empatia, Equilibrio, Fallimento, Fatica, Figli, Immaginazione, Insoddisfazione, Invidia, Lato bimbo, Motivazione, Noia, Paura, Piacere, Sincerità, Stress, Tenacia, Tradimento, queste sono le 33 parole che ci possono aiutare per essere felici, per riuscire a vivere le situazioni più difficili, restandoci. La scelta delle parole è avvenuta sulla base delle parole che maggiormente nella professione dei due autori sono nominate. Il fil rouge che unisce queste parole, la parola invisibile che le lega tutte, è la parola consapevolezza.

Quali sono i primi tre passi per restare nelle situazioni spiacevoli?

La vera rivoluzione molte volte è restare. Occorre fare un viaggio dentro se stessi. E’ necessario allenarsi per restare nelle situazioni difficili ed ecco i primi tre passi utili per non fuggire.
1. Non cedere all’impulso di mollare, fermarsi e osservare il proprio comportamento
2. Restare nella situazione, osservandola e adottando pratiche meditative e di rilassamento
3. Attivarsi e non lamentarsi

La crescita

Gli autori esortano ciascuno a valorizzare le proprie imperfezioni, solo così si può avere una vita molto più felice. sarebbe opportuno, infatti, mostrare le proprie debolezze, i propri difetti fino a farli diventare i propri punti di forza. Proprio come fanno i giapponesi con la tecnica del kintsugi, dove le riparazioni delle antiche porcellane vengono evidenziate e impreziosite con materiali pregiati e oro. Solo attraverso le insoddisfazioni e gli insuccessi si possono avere i momenti di felicità. I momenti di difficoltà costituiscono, guardando l’altra faccia della medaglia, opportunità, occasioni di miglioramento perché anche la felicità costa fatica.

 

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