“Le nostre anime di notte” di Kent Haruf, il libro che ci insegna che non è mai troppo tardi
Scopri trama e significato del romanzo di Haruf, delicato e profondo, che racconta la possibilità di sovvertire la propria vita anche nella terza età.

“Le nostre anime di notte” di Kent Haruf, un romanzo uscito nel 2015, anche grazie al film di pochi anni dopo con Jane Fonda e Robert Redford, è già una storia che ci appartiene. Viviamo in una società sempre più anziana, caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione dovuto all’aumento della longevità e al calo delle nascite. Il romanzo di Haruf, delicato e profondo, racconta la possibilità di sovvertire la propria vita anche nella terza età.
Le nostre anime di notte
Il romanzo è ambientato nella cittadina immaginaria di Holt, Colorado, scenario ricorrente nei libri di Haruf e ispirato al mondo della piccola provincia americana, caratterizzata dalla vita semplice e dura, da silenzio, solitudine e dignità. Un microcosmo realistico in cui si svolge la storia di Addie Moore e Louis Waters, due vedovi settantenni che vivono soli e sono vicini di casa.
Un giorno, Addie fa una proposta inaspettata a Louis: dormire insieme la notte non certo per una relazione fisica, ma per farsi compagnia e combattere la solitudine. All’inizio l’idea sembra scandalosa per la piccola comunità, ma tra i due nasce un rapporto profondo e sincero.
Condividendo ricordi, rimpianti e fragilità, Addie e Louis riscoprono l’intimità emotiva, la tenerezza e il bisogno umano di essere ascoltati. Il loro gesto iniziale, apparentemente insolito agli occhi della comunità, diventa così un atto di coraggio e di libertà, perché dimostra che il desiderio di vicinanza, ascolto e affetto non ha età. Haruf affronta con grande sensibilità il tema della solitudine nella vecchiaia, mostrando come essa possa essere silenziosa e gravosa, ma anche come possa essere alleviata attraverso la condivisione sincera.
Le conversazioni notturne tra i due protagonisti diventano uno spazio intimo in cui emergono ricordi, rimpianti e fragilità. In questo dialogo continuo si costruisce un legame autentico, uno spazio di sincerità e cura reciproca, a dimostrazione che le parole sono uno strumento potente per affrontare il passato e sentirsi meno soli.
La solitudine, sembra dirci Haruf, non è una condizione eccezionale ma una realtà quotidiana e diffusa e ogni giorno la cronaca con storie di emarginazione e di isolamento dimostra quanto ciò sia vero. Ecco che diventa importante avere qualcuno con cui parlare, raccontarsi, condividere i propri ricordi e le proprie paure.
Una storia autentica
Un altro aspetto importante del romanzo è il giudizio della società: la piccola comunità di Holt osserva, commenta e critica la relazione tra Addie e Louis, come se cercare la felicità in età avanzata fosse qualcosa di sconveniente, rivelando quanto spesso le convenzioni sociali possano limitare la libertà individuale e spingendoci a rinunciare a ciò che ci fa stare bene per paura di essere giudicati.. Tuttavia i due protagonisti con discrezione e dignità, scelgono di vivere il loro rapporto senza vergogna, affermando il diritto alla felicità e alla libertà dei sentimenti.
Lo stile di Haruf è essenziale, sobrio, quasi spoglio, ma proprio questa semplicità rende la narrazione intensa e toccante. Senza ricorrere a grandi colpi di scena, l’autore costruisce una storia che emoziona per la sua autenticità. Le nostre anime di notte è quindi un romanzo che invita a riflettere sul valore della compagnia, sulla forza dei legami umani e sulla possibilità di trovare luce anche nelle ultime stagioni della vita. Infine, il libro trasmette un messaggio di speranza: non è mai troppo tardi per ricominciare.
Anche nella fase finale della vita è possibile aprirsi a nuove esperienze, costruire legami autentici e trovare una forma di serenità. Con uno stile semplice ed essenziale, Haruf racconta una storia intima ma universale, che porta il lettore a interrogarsi sul valore della compagnia, della libertà personale e del coraggio di scegliere la propria felicità.
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