“Le città invisibili” di Italo Calvino: perché è un libro di stretta attualità da leggere oggi

3 Febbraio 2026

In un mondo sempre più urbanizzato, frammentato e attraversato da crisi multiple, "Le città invisibili" immaginate da Calvino sembrano parlare direttamente alle metropoli del XXI secolo, con uno sguardo immaginifico e visionario che ancora ci cattura e ci sorprende.

Le città invisibili di Italo Calvino perché è un libro di stretta attualità da leggere oggi

A più di cinquant’anni dalla sua pubblicazione, “Le città invisibili” di Italo Calvino si conferma un testo di sorprendente attualità. Non solo un classico della letteratura, ma un’opera capace di offrire chiavi di lettura efficaci per comprendere le trasformazioni urbane, sociali e culturali del presente. In un mondo sempre più urbanizzato, frammentato e attraversato da crisi multiple, le città immaginate da Calvino sembrano parlare direttamente alle metropoli del XXI secolo, con uno sguardo immaginifico e visionario che ancora ci cattura e ci sorprende.

“Le città invisibili” e il tema tema attuale dell’identità urbana

Il libro si presenta come un dialogo tra Marco Polo e l’imperatore Kublai Khan, ma dietro la cornice narrativa si sviluppa una riflessione profonda sul significato della città. Le città di Calvino non sono localizzabili su una mappa: sono costruzioni simboliche, fatte di memoria, desiderio, linguaggio e potere. Ed è proprio questa dimensione immateriale a renderle attuali, in un’epoca in cui le città reali sono sempre più influenzate da dinamiche invisibili come i flussi digitali, economici e comunicativi.

Uno dei nodi centrali dell’opera è il rapporto tra città e memoria. Calvino descrive luoghi che esistono attraverso i ricordi dei loro abitanti, mostrando come l’identità urbana non dipenda solo dagli edifici, ma dalle storie che li attraversano. Oggi, mentre molte città affrontano processi di gentrificazione e omologazione, il tema della perdita di memoria urbana è al centro del dibattito pubblico. Quartieri trasformati, centri storici svuotati, città sempre più simili tra loro pongono una domanda urgente: che cosa resta dell’identità urbana quando la memoria viene cancellata?

Tra consumismo e desiderio, il futuro delle città

Altro tema di forte attualità è quello del consumo. La città di Leonia, che ogni giorno si rinnova gettando via ciò che ha usato, appare come una metafora efficace dell’economia contemporanea. Calvino anticipa con lucidità il paradosso della modernità: l’illusione del progresso infinito che produce accumulo, rifiuti e disuguaglianze. In tempi di emergenza climatica e crisi ambientale, questa visione assume i contorni di una denuncia ancora attuale, capace di parlare alle politiche urbane e ai modelli di sviluppo.

Le città invisibili offrono anche una riflessione sul potere e sul controllo. Kublai Khan incarna l’ansia di governare l’impero attraverso numeri, schemi e classificazioni. Marco Polo risponde con racconti ambigui, sfuggenti, impossibili da ridurre a un sistema. È un confronto che richiama il presente, dominato da algoritmi, smart city e governance basate sui dati. Calvino sembra avvertire che nessuna tecnologia, nemmeno l’Intelligenza Artificiale, potrà mai catturare del tutto la complessità della vita urbana, fatta di relazioni e conflitti tra uomini ed imprevisti.

Non manca, nell’opera, una riflessione poetica, in un certo senso, sul desiderio. Le città calviniane attraggono e respingono, promettono felicità ma spesso generano frustrazione. Anche oggi le città sono luoghi di proiezione di aspettative: lavoro, successo, mobilità sociale. Ma sono anche spazi segnati da disuguaglianze, marginalità e solitudine. Calvino non idealizza la città moderna, ma ne mette in luce le contraddizioni, rendendo il suo sguardo particolarmente vicino alla sensibilità contemporanea. Infine, l’attualità de Le città invisibili passa anche dalla sua forma.

Un testo frammentario, composto da brevi descrizioni e variazioni, che ricorda il modo in cui oggi si costruisce e si consuma l’informazione: per frammenti, immagini, connessioni rapide. In un contesto dominato dalla velocità, Calvino propone una scrittura che invita a osservare, a interrogarsi, a non semplificare. Rileggere Le città invisibili oggi non è solo un esercizio letterario, ma un atto di consapevolezza. Significa interrogarsi su che cosa renda una città davvero vivibile, oltre l’efficienza e la crescita economica. Significa riconoscere che ogni città reale contiene molte città invisibili. Ed è da questa complessità che passa il futuro dell’abitare.

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