Il salone del libro di Milano

L’Associazione italiana Editori (Aie) lancia il suo salone del libro

L'AIE organizzerà per il prossimo anno un nuovo progetto di promozione del libro a Milano. Il Salone di Torino, invece, rimarrà al Lingotto nella sua trentesima edizione
Salone del Libro di Milano

MILANO – Il Consiglio Generale dell’Associazione Italiana Editori (AIE) ha deciso per l’organizzazione di una nuovo “Progetto Promozione del Libro”. Un progetto che si concretizza in un Salone del Libro parallelo a quello di Torino chiamato con il nome in codice di “MiBook”. L’edizione del Salone del Libro 2017 si svolgerà sempre nella città torinese. Le due manifestazioni si terranno a una settimana di distanza l’una dall’altra. Vediamo insieme nei dettagli tutte le decisioni che sono state prese.

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LA DECISIONE – L’AIE si occuperà di sviluppare attività di promozione del libro a livello nazionale, anche mediante l’organizzazione di eventi fieristici in tutto il territorio nazionale, valorizzando l’intera produzione editoriale. L’AIE ha sottolineato, inoltre, di voler continuare con le Istituzioni piemontesi e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura una collaborazione tesa all’individuazione e alla realizzazione di eventi per lo sviluppo della lettura. E’ stata una discussione molto lunga e serrata quella che si è tenuta stamattina tra i membri dell’AIE. Gli editori hanno deciso così di uscire dalla Fondazione torinese e di organizzare un proprio salone del libro che si chiamerà MiBook. Sarà un progetto tutto nuovo organizzato a Milano, ospitato alla Fiera di Rho.

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LA VOTAZIONE – Questa mattina si è tenuta un’importante votazione per il futuro del Salone del Libro e dell’AIE. L’alternativa di “Mibook” dunque ha battuto Torino. La maggioranza dei presenti (17 su 32) ha votato per Milano e ha deciso che l’alternativa del Salone non reggeva al confronto con il nuovo progetto tutto milanese. Il Salone del Libro di Torino, nella sua trentesima edizione, si svolgerà comunque al Lingotto. Il presidente AIE Federico Motta ha dichiarato, “L’amministrazione e la fondazione di Torino decida di fare quello che vuole, noi iniziamo un percorso nuovo. Il nostro progetto, rispetto a Torino, non godrà dei finanziamenti pubblici, e rappresenta il miglior modello secondo noi editori per promuovere la lettura”.

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