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“L’amico di Famiglia” di Irwin Shaw, un racconto oltre le apparenze

"L'amico di Famiglia" di Irwin Shaw, un racconto oltre le apparenze

Bazzico sempre lo stesso negozio dell’usato, ed era da anni che vedevo questo tomo rilegato con la copertina di pelle marrone che mi aspettava. L’amico di Famiglia di Irwin Shaw, un’edizione abbastanza vecchia. Cerco su internet, come sempre prima di comprare un libro, qualche articolo o recensione, ne trovo pochissime, ma nonostante questo l’ho comprato comunque.

Shaw mi fa viaggiare fino alla New York degli anni 80, a casa della famiglia Strand, la classica famiglia americana perfetta. Moglie e marito ancora passionali e innamoratissimi, tre figli, un maschio e due femmine, che fra alti e bassi riescono a dare qualche soddisfazione, ma mai dei dispiaceri.

La voce narrante è quella di Allen, il padre. Professore di storia sui 50 che sta tirando le somme della sua vita, con abbastanza traguardi raggiunti e pochi rimpianti. Ed è in una tranquillissima sera, mentre aspettano la figlia piccola per cena, che la loro famiglia viene travolta dal signor Hazen.

Avvocato di grido, impelagato in affari poco chiari ma che lo portano da una parte all’altra del mondo, ricco, ricchissimo, ma talmente infelice. Viene salvato dalla piccola degli Strand durante un’aggressione e da lì, in un moto di gratitudine infinita, si insinua nella famiglia con piccoli e grandi regali, favori, raccomandazioni, cambiando la vita poco a poco di tutti gli elementi del nucleo. Nel giro di un anno, cambiano case, lavori, relazioni, nasi e tanto altro, e tutto per merito, o colpa, del signor Hazen, che non ha avuto una famiglia tanto bella e felice e cerca di rifarsi aiutando gli Strand. Con uno stile alla Herman Koch, Shaw si mostra abbastanza cinico e molto capace . Mostra prima un lato dei personaggi e poi l’altro, quello oscuro, quello che sotto sotto abbiamo tutti e che non ci piace per niente. 450 pagine che filano liscie per poi incorrere in  una fine sconvolgente ma giusta, forse. Ci fa capire che quando le cose sembrano perfette, e cominciamo ad invidiarle, ad esserne gelosi, forse è il caso di domandarci se alla fine non sia solamente tutta apparenza.

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