“La vecchia” di Simenon, un noir psicologico che scuote le coscienze

5 Febbraio 2026

Uscito a fine gennaio in un'edizione tradotta da Simona Mambrini, il libro è già ai primi posti delle classifiche italiane di vendita di libri. Scopri perché vale la penna riscoprire "La vecchia" di Simenon.

La vecchia di Simenon, un noir psicologico che scuote le coscienze

Ci sono libri che si leggono per evadere e altri che si leggono per guardare dritto in faccia ciò che di solito preferiamo ignorare: il lato oscuro dei legami di sangue, la polvere che nascondiamo sotto il tappeto delle convenzioni sociali. “La vecchia” (La Vieille), l’ultima perla di Georges Simenon recuperata da Adelphi, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Uscito a fine gennaio in un’edizione tradotta da Simona Mambrini, il libro è già ai primi posti delle classifiche italiane di vendita di libri.

“La vecchia” di Georges Simenon

Il romanzo è quello che, a teatro, si definirebbe un huis clos: una vicenda la cui azione si svolge quasi interamente in uno spazio chiuso. Ci troviamo nel cuore di Parigi, in un appartamento dell’Île Saint-Louis che diventa ben presto un acquario torbido. Qui vive Sophie Émel, una donna dalla vita dissipata, ex paracadutista che annega la sua inquietudine nell’alcol e in compagnie femminili sempre diverse. La sua routine viene interrotta dall’arrivo della nonna, una temibile ottantenne che ha scelto di barricarsi nella casa di Sophie dopo aver minacciato di farla finita pur di non lasciare la sua vecchia abitazione destinata alla demolizione.

Quello che sulla carta potrebbe sembrare un gesto di carità familiare si trasforma, pagina dopo pagina, in un dramma a porte chiuse di rara ferocia. Non c’è tenerezza tra queste mura, ma solo sorveglianza reciproca. Le quattro donne che abitano lo spazio – Sophie, la nonna, la giovane amica di Sophie e la domestica – si spiano, si giudicano, si infliggono piccole e grandi umiliazioni quotidiane.

Il “male quotidiano” raccontato da Simenon

Paul Morand, dopo aver letto questo romanzo, scrisse a Simenon: “Lei non ha mai scritto niente di simile. Magnifico!”. E ha ragione. In questo libro Simenon mette da parte le indagini di Maigret per concentrarsi sulla anatomia della crudeltà.

La “vecchia” non è una figura rassicurante da accudire; è una presenza inquietante, una forza della natura che non ha più nulla da perdere e che usa il suo passato e la sua fragilità come armi. Tra la giovane donna moderna e sbandata e la vecchia ancestrale e feroce si innesca una lotta di potere che ci ricorda quanto i legami familiari possano essere, a volte, catene che trascinano a fondo.

Perché leggere “La vecchia” oggi

In un’epoca in cui siamo ossessionati dall’apparire felici e connessi, Simenon ci ricorda che la vera oscurità non è fuori, ma dentro le nostre case, nei silenzi tra una stanza e l’altra. “La vecchia” è un crescendo magistrale che ci tiene con il fiato sospeso fino all’inevitabile esplosione di violenza, dimostrando ancora una volta perché l’autore belga sia un gigante della letteratura mondiale.

questo libro noir è consigliato per chi ama i romanzi che scavano nella psicologia dei personaggi fino a far male, una lettura adatta per chi cerca qualcosa che gli lasci addosso il sapore di una Parigi grigia e spietata. Chi sceglie di leggere questo romanzo, una volta concluso, guarderà le pareti di casa vostra con occhi diversi.

Il maestro del giallo… e molto di più

Georges Simenon è stato molto più di un semplice scrittore di gialli, è stato un instancabile osservatore della condizione umana capace di produrre una mole monumentale di opere con una rapidità quasi sovrumana. Nato a Liegi e diventato cittadino del mondo, ha saputo trasformare il genere poliziesco in un’indagine psicologica profonda, dove l’enigma passa sempre in secondo piano rispetto all’atmosfera e al tormento interiore dei personaggi.

I suoi romanzi vanno letti oggi perché possiedono una modernità spiazzante, figlia della sua capacità di eliminare il giudizio morale per fare spazio alla pura comprensione del colpevole, visto non come un mostro ma come un individuo spinto ai margini dalle circostanze o dalle proprie ossessioni. In un mondo che corre veloce, la scrittura di Simenon ci costringe a rallentare e a osservare quei piccoli dettagli quotidiani che rivelano le grandi verità del cuore, rendendo ogni suo libro uno specchio in cui è impossibile non riconoscere un frammento delle nostre stesse fragilità e solitudini.

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