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“La prigione”, Georges Simenon torna nelle librerie italiane

Arrivato in libreria lo scorso 30 gennaio e già fra i titoli più venduti del momento, "La prigione" è l'ultimo arrivato di Georges Simenon in casa Adelphi.

Una novità attesa da tempo da tutti gli appassionati del genere: dopo essere stato introvabile per decenni, torna in Italia “La prigione” di Georges Simenon.

Il ritorno di Georges Simenon

Scritto nel 1967 e pubblicato l’anno successivo, “La prigione” arriva in Italia per la prima volta nel 1969 edito da Mondadori. Poi, per lungo tempo resta introvabile. Fino allo scorso 30 gennaio, quando è ritornato edito da Adelphi, che sta pubblicando tutte le opere di Simenon.

Questo libro appartiene all’ultimo periodo della produzione letteraria di Simenon, adombrata dalla separazione dalla moglie e da uno stile di vita sempre più trasandato.

Erano anni cupi, in cui l’autore belga si gettava nel consumo di alcol e in numerose relazioni per non sentire il peso della sofferenza. Lo stato d’animo di Simenon si riflette appieno in “La prigione”, un giallo atipico che vede protagonista un giovane di estrazione sociale alto-borghese, superficiale e più attento alle apparenze che alla sostanza.

E mentre il lettore è impegnato a risolvere il mistero che sta alla base de “La prigione” e si pone domande sul carattere del suo protagonista, si svela la reale natura del libro di Georges Simenon: mascherato da giallo, “La prigione” appartiene anche al genere del romanzo sociale e psicologico.

“La prigione”, la sinossi

«Quanti mesi, quanti anni ci vogliono perché un bambino diventi un ragazzo, e un ragazzo un uomo?».

Ad Alain Poitaud, direttore appena trentaduenne di un settimanale di enorme successo, bastano poche ore per smettere di essere l’uomo che è stato e «diventare un altro».

Accade in una piovosa sera di ottobre, allorché, tornando a casa per cambiarsi in vista di una cena in compagnia della moglie Jacqueline e della piccola corte di cui è solito circondarsi, trova ad aspettarlo davanti al portone un ispettore della Polizia giudiziaria.

Poco dopo, al Quai des Orfèvres, si sentirà dire che Jacqueline ha ucciso la sorella minore, Adrienne, con un colpo di pistola, chiudendosi poi in un mutismo assoluto.

La stampa ci metterà poco a scoprire che con Adrienne, per parecchi anni, Alain è andato a letto regolarmente, e parlerà di «dramma della gelosia», ma lui – l’uomo cinico, superficiale, mondano, il donnaiolo incallito sempre pronto a fare dell’ironia – comincerà a chiedersi quale sia stato il vero motivo di quel gesto.

E mentre la polizia conduce la sua indagine, si interrogherà su quella giovane donna accondiscendente e discreta (tanto che fin dall’inizio l’ha chiamata Micetta), che ha sposato quasi per gioco, che gli è sempre stata accanto senza chiedere niente – ma, soprattutto, in un crescendo di smarrimento e di angoscia, si interrogherà su se stesso.

Georges Simenon

Georges Simenon è uno dei più famosi scrittori belgi di lingua francese. È annoverato fra i quindici autori più tradotti al mondo e ha al suo attivo ben oltre 400 opere, tra romanzi, racconti, memorie, raccolte di articoli e scritti vari e testi sotto pseudonimo.

I libri dedicati al suo commissario Maigret sono più di 100, ma tra le varie opere ha scritto anche romanzi d’appendice, romanzi popolari e romanzi psicologici. Scrittore precoce, tanto che a sedici anni già lavorava per una testata giornalistica di Liegi, sua città natale, Simenon ha iniziato come autore di narrativa solo dopo il suo trasferimento a Parigi. I racconti e i romanzi che per primi furono pubblicati a suo nome furono riguardavano le vicende del commissario francese Jules Maigret, scritti a partire dagli anni’30.

Personalità inquieta, Georges Simenon si sposò due volte, ebbe diverse relazioni e soprattutto cambiò città e stati numerose volte, arrivando a collezionare circa trentatré residenze diverse. Con uno stile semplice e al tempo stesso denso e pieno di tensione, il suo lavoro aspirava a svelare l’uomo al di là delle sue innumerevoli maschere.

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