Emergenza Venezia

La leggendaria libreria Acqua Alta di Venezia è allagata, sono centinaia i libri perduti

Questa volta non sono bastate le barche, né le vasche, né la grande gondola a proteggere i volumi della libreria più famosa al mondo

Quando entri per la prima volta nella Libreria Acqua Alta di Venezia, non puoi che rimanere incantato. Centinaia di volumi accatastati, l’odore della carta e una nebbiolina sottile che ti si appiccica alla pelle. Situata in una tipica calle veneziana, a pochi passi da Piazza San Marco e il ponte di Rialto, la libreria è nata nel 2004 dall’idea di Luigi Frizzo, che, per proteggere i libri dall’acqua alta, ha escogitato un luogo tanto particolare quanto suggestivo. Al posto di mensole e scaffali, troviamo infatti vasche e barchette, per non parlare della meravigliosa gondola che stipata di libri si incastona in lunghezza negli spazi angusti della libreria. Ma questa volta non sono bastate le barche, né la grande gondola a proteggere i libri. L’acqua è arrivata dappertutto, allagando gli spazi della libreria, sommergendo le vasche e persino la grande gondola, simbolo della resistenza dei libri all’acqua alta. Centinaia di libri sono andati perduti e con loro anche un po’ di speranza per le sorti di Venezia,  che oggi si è svegliata ammaccata e infreddolita.

Centinaia di libri perduti

A raccontarci la drammatica situazione della Libreria è Diana. Ci parla e dall’altro capo del telefono si sentono le voci di chi, insieme a Diana, sta cercando di mettere in salvo i libri. Si prevede una nuova mareggiata per la sera e i tempi stringono.  «Noi ci chiamiamo Acqua Alta, l’acqua alta ce l’aspettiamo, ma così alta no – esordisce così Diana – C’è acqua dappertutto. Non eravamo pronti per una mareggiata simile. L’acqua si è alzata di 50 cm in più del previsto. Ieri mi entrava persino negli stivali da pescatore. Camminavo in punta di piedi per tentare di mettere in salvo i libri». Ma quando le chiediamo a quanto ammonti la perdita dei libri, risponde «A centinaia», poi la sua voce si incrina per un istante «Quando è così, viene da arrendersi». A quel punto lasciamo Diana, perché, nonostante lo sconforto nella sua voce, sappiamo che non si arrenderanno, che passeranno le prossime ore ad accatastare i libri sulle barche e a mettere in salvo il salvabile. 

 

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