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“La casa del Destino”, torna il miniaturista di Jessie Burton

Jessie Burton torna il libreria con "La casa del Destino", edito da La nave di Teseo, riportando i lettori sui passi del suo primo libro e best seller "Il miniaturista". Un romanzo che non era in programma, sei anni dopo il suo esordio letterario, ma che completa ciò che il miniaturista aveva lasciato in sospeso.

Jessie Burton torna il libreria con “La casa del Destino“, edito da La nave di Teseo, riportando i lettori sui passi del suo primo libro e best seller “Il miniaturista“. Un romanzo che non era in programma, sei anni dopo il suo esordio letterario, ma che completa ciò che il miniaturista aveva lasciato in sospeso.

“La casa del Destino”

Jessie Burton ci ha raccontato come sia arrivata a questo nuovo romanzo. Un viaggio, quello nella storia del miniaturista, che credeva ormai concluso <<il grande successo editoriale e il coinvolgimento dei lettori mi avevano spinta a chiudere questo capitolo, c’erano tante altre cose di cui poter scrivere. Un giorno, però, ho visto come i personaggi de “Il miniaturista” erano diventati una parte fondamentale del mio modo di raccontare, ma soprattutto mi sono accorta che in realtà avevo concluso quel romanzo con un inizio e quella storia andava raccontata>>. In questo modo è nata “La casa del Destino”, una nuova vicenda, un sequel che però ha una sua identità e unicità. Personaggi nuovi e vecchi che si incrociano tra i capitoli. 

“La casa del Destino” ha una struttura particolare in quanto alterna, a seconda dei capitoli, i punti di vista dei personaggi. La chiave del racconto sta nel rapporto tra la giovane Thea e la zia Nella che rivede nella nipote la propria esperienza. <<Il rapporto tra le due protagoniste è molto stretto, ma non per questo semplice: Nella ha cresciuto Thea, ma non concepisce il fatto che non le sia riconosciuto lo status di madre. Oltretutto Thea ha la stessa età che aveva Nella nel primo libro e questo rende la zia molto premurosa nei confronti della nipote e allo stesso tempo la porta a rivalutare la sè dell’epoca>>.

Centrale è anche la questione botanica, un simbolismo che ripercorre la situazione sociale di quell’epoca con lo schiavismo: Jessie Burton, attraverso la storia di semi, fiori e frutti, racconta il significato dell’essere trapiantati dalla propria terra d’origine nell’Europa coloniale. 

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La trama

1705, nell’età d’oro di Amsterdam Thea Brandt compie diciotto anni ed è pronta a diventare una donna adulta. È innamorata di Walter, il pittore teatrale che progetta di sposare, ma a casa i problemi economici sono all’ordine del giorno: suo padre Otto e la zia Nella sono costretti a impegnare i mobili per rimpinguare le finanze malferme dei Brandt. Nella è determinata a salvare l’onore della famiglia – in un mondo dove comandano le regole sociali e l’apparenza – e spera di trovare a Thea un marito che le garantisca un futuro florido.

La felicità sembra finalmente bussare alla loro porta quando arriva l’invito per il ballo più esclusivo di Amsterdam: si affacciano nuove speranze, e la promessa di un avvenire radioso. Anche perché Nella non ha mai dimenticato il misterioso miniaturista che è entrato nella sua vita diciotto anni prima per giocare con il suo destino. Adesso, forse, è tornato per lei.

Alice Turiani

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