La borsa di tela, il vero accessorio dei booklover

Un accessorio che sicuramente identifica subito gli amanti della cultura è la borsa di tela: ecologica, pratica, portatrice di ideali e artistica
La borsa di tela, il vero accessorio della lettrice

MILANO – Le borse di tela ultimamente si stanno diffondendo moltissimo, in particolare nel mondo artistico e culturale. Fresche, leggere, spaziose e comode, queste borse sono un modo pratico per indossare un ideale, un aforisma, il nome di un artista o la locandina di un evento a cui si è partecipato. Oltre al fatto che costano poco e permettono di riconoscersi come appartenenti a una determinata categoria, le borse di tela si sposano con l’ideale etico-ecologico, in quanto non ricorrono alla plastica e si possono utilizzare come shopper bag per fare la spesa. Un accessorio di tendenza, originale che dice molto di te.

La borsa di tela è l’accessorio della cultura

Il New York Times ha definito le borse di tela come l’accessorio del post-lusso: infatti lo status che conferiscono non riporta a un’idea di lusso o di denaro, ma si riconducono a un universo valoriale: il successo, l’etica e la cultura sono gli ambiti di riferimento. Non è un caso che i produttori e i venditori di queste bag siano case editrici, riviste, festival e cinema per farsi pubblicità. Indossarle significa condividere e impersonare gli ideali culturali che questi enti promuovono e mandano avanti.

Le prime borse di tela comparvero a fine Ottocento: l’azienda che le utilizzò per la prima volta fu la L.L. Bean, che produceva abiti per attività all’aperto, e che in breve tempo confezionò borse di tela per trasportare bevande fredde ai picnic. Successivamente, negli anni Sessanta, queste shopper bag diventarono alla moda grazie alla stilista Bonnie Cashin.
Ma le prime borse di tela culturali vennero vendute dalla National Public Radio che negli anni Settanta donava agli ascoltatori più fedeli e più generosi borse di tela con il marchio della NPR. Invece, negli anni Ottanta, Strand, la libreria più famosa di New York, creò la sua borsetta di tela che andò a ruba: vennero vendute più di 89mila borse.

 

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Infatti le persone sono disposte a farsi lunghe code per poter avere la borsa in questione in modo tale che tutti possono riconoscerle come appartenenti alla fascia degli intellettuali. È un modo per comunicare che io leggo, che amo l’arte e faccio parte del mondo della cultura.
Basti pensare al caso del New Yorker che regalava la shopper bag a chi si abbonava alla rivista: un modo per sentirsi esclusivi e per dichiarare di essere dei veri lettori del giornale.

La borsa di tela in Italia

In Italia la mania per le borse di tela prende sempre più piede: Skira Editore realizza delle borse di tela a tema opere d’arte e artisti, in modo tale da poter portare con sé e indossare il proprio quadro preferito. Le potete trovare su Libreriamo Storequeste shopper artistiche sono in tessuto resistente e hanno una pratica tasca interna, così da essere perfette per contenere i libri, la spesa e gli oggetti più svariati. Monet, Modigliani, Brueghel e tanti altri potranno far parte del vostro stile unico.

Le case editrici e il mondo del libro si danno da fare in questo senso, riscuotendo successo:in occasione di festival letterari come il Salone del Libro di Torino o Bookcity, le case editrici regalano o vendono bellissime borse di tela che rimandano a titoli di libri, come per esempio la bag di Minimum Fax per promuovere il libro Quando siete felici, fateci caso di Kurt Vonnegut, o quelle della GeMS con lo slogan “Leggere rende indipendenti“.

 

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Riflessioni #minimumfax Pic: @salonelibro (thanks!)

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VIA: Il Post

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