bibliotecario a Cleveland

Jonathan Harris, la storia del bibliotecario che vuole “far tornare a leggere l’America”

Uno dei direttori della filiale per la Portage County District Library in azione per sottolineare l'importanza del finanziamento pubblico per le biblioteche
Jonathan Harris, la storia del bibliotecario che vuole "far tornare a leggere l'America"

MILANO – Distribuire libri ai manifestanti ed ai partecipanti della Convention Nazionale Repubblicana. E’ questa la nobile mission di Jonathan Harris, bibliotecario di Cleveland. Mentre alcuni partecipanti alla Convention nazionale repubblicana a Cleveland vogliono “rendere l’America di nuovo fantastica”, Harris vuole rendere l’America di nuovo “una nazione dove si legge”.

FINANZIAMENTO PUBBLICO ALLE BIBLIOTECHE – Harris, uno dei direttori della filiale per la Portage County District Library, dalla scorsa settimana sta distribuendo libri ai manifestanti e partecipanti. Lo sta facendo non per sostenere un candidato, ma per sottolineare l’importanza del finanziamento pubblico per le biblioteche (e l’alfabetizzazione, ovviamente).

L’IDEA – Tutto è iniziato vedendo un post della libreria “The Strand” per la vendita del cappello che vedeva scritto “Make America read again” (torna a far leggere di nuovo in America) – ha affermato Jonathan Harris interivistato da BuzzFeed – ma l’idea di distribuire libri in giro mi è venuta solo nelle ultime due settimane”.

LIBRI GRATIS – Tutti i libri distribuiti sono “donazioni, resi appartenenti al gruppo di volontari della biblioteca”, e Harris dice che finora la risposta è stata “estremamente positiva”. “Ho consegnato i libri a una folla piuttosto varia. Nessuno è arrivato al punto di manifestare il proprio odio per la lettura o le librerie. Ho cercato di dare il mio contributo per dimostrare quanto importanti siano i finanziamenti pubblici per le biblioteche”.

INIZIATIVA SPONTANEA – Un’iniziativa del tutto personale quella di Jonathan Harris, e che lo stesso bibliotecario ci tiene a precisare. “Non lo ripeterò mai abbastanza, in questo periodo sono in vacanza. Tutte le opinioni che ho sono mie e non devono, in alcun modo, essere considerate come il punto di vista del mio datore di lavoro. Non sono stati utilizzati i soldi dei contribuenti per fornire i libri che sto distribuendo”.

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