John Fitzgerald Kennedy, tutti i libri del presidente

Ricorre oggi il 50simo anniversario della morte del presidente americano John Fitzgerald Kennedy, comunemente noto come JFK, ucciso a Dallas alle 12.30 (le nostre 18.30) venerdì 22 novembre 1963: i retroscena dell'omicidio sono ancora oggi poco chiari...

Nel 50simo anniversario dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, ecco i libri che lo ricordano

MILANO – Ricorre oggi il 50simo anniversario della morte del presidente americano John Fitzgerald Kennedy, comunemente noto come JFK, ucciso a Dallas alle 12.30 (le nostre 18.30) venerdì 22 novembre 1963: i retroscena dell’omicidio sono ancora oggi poco chiari. Personaggio passato alla storia come eroe del suo Paese, è una figura sfuggente e molto dibattuta, su cui è difficile ancora oggi dare un giudizio obiettivo.

UNA FIGURA POLITICA E UMANA CONTROVERSA – Certo è che JFK è ormai entrato nel mito. Nel 1960, candidato alle presidenziali per il partito democratico, si confronta in televisione con il candidato repubblicano Richard Nixon: il dibattito resterà negli annali come punto di svolta nella comunicazione politica. È la prima volta infatti che la televisione assume un ruolo determinante nella campagna elettorale. Dopo la vittoria alle elezioni dell’8 novembre 1960, Kennedy presta giuramento come 35simo presidente degli Stati Uniti d’America il 20 gennaio 1961. Negli anni del suo mandato, dovette gestire la crisi dei missili di Cuba – il 14 ottobre gli aerei-spia americani scoprirono che era in costruzione a Cuba una base missilistica sovietica e, Kennedy si trovò di fronte al dilemma se attaccare, dando il via a una guerra nucleare con l’URSS, o no: il presidente scelse la via del negoziato. Durante il suo governo venne anche avviata la costruzione del muro di Berlino e per mostrare la sua vicinanza ai cittadini, in visita a Berlino Ovest, il 26 giugno 1963 JFK pronunciò la frase: “Ich bin ein Berliner”, “io sono un berlinese”. In Vietnam Kennedy accrebbe il numero di consiglieri militari e da decenni si discute di sue responsabilità nello scoppio della guerra, che iniziò poco dopo la sua morte.
Tormentato il suo rapporto con le donne. Sposato a Jacqueline Kennedy, JFk ebbe diverse amanti: celeberrima la sua storia d’amore con Marilyn Monroe.

IL LIBRO PREMIO PULITZER DI JFK – Enorme è la bibliografia su questo personaggio: la letteratura americana ha prodotto circa 40 mila titoli su di lui. Chi vuole avvicinarsi alla sua figura, può farlo innanzi tutto attraverso “Ritratti del coraggio”, libro scritto dall’allora giovane senatore Kennedy nel 1955, Premio Pulitzer nel 1957. Si trattava quasi di una sorta di monito, anche per se stesso: un libro che avesse il compito di ricordare a politici ed elettori che la politica poteva essere diversa, che i politici potevano essere migliori. Per questo Kennedy portava a esempio otto autorevoli personalità dimenticate dalla storia americana, otto sentori che si erano distinti per coraggio e integrità. Una lettura che non farebbe male alla nostra politica.
Tra le biografie a lui dedicate, invece, la più completa secondo la direttrice del New York Times Jill Abramson è “Una vita incompiuta” di Robert Dallek.

UNA NUOVA RICOSTRUZIONE DELL’ASSASSINIO – Tra i numerosissimi libri che si sono occupati della ricostruzione dell’assassinio del presidente, è uscito lo scorso ottobre per Mondadori “Anatomia di un assassinio” di Philip Shenon. Com’è a tutti noto, gli spari che colpirono Kennedy il 22 novembre del ’63 furono esplosi da Lee Harvey Oswald, a sua volta assassinato due giorni dopo. La Commissione  governativa incaricata di indagare sul caso dell’omicidio giunse dieci mesi dopo alla conclusione che Warren aveva agito da solo, ma tanti sono gli interrogativi e i dubbi rimasti aperti. Scrivendo questo libro, il reporter investigativo Philip Shenon si è trovato a fare i conti con le tante lacune dell’iindagine. L’autore ha infatti scoperto l’esistenza di documenti che vennero volutamente nascosti alla Commissione e il cui insabbiamento pone nuovi interrogativi, in particolare sui contatti avuti da Oswald con esuli cubani poche settimane prima dell’attentato, quando era già sotto sorveglianza della CIA. Nella sua ricostruzione rientrano personaggi noti e discussi come il direttore dell’FBI J. Edgar Hoover, l’ex capo della CIA Allen Dulles, lo stesso presidente Johnson e persino Jacqueline e Robert Kennedy. Il capo del controspionaggio della CIA James J. Angleton e il suo prezioso collaboratore in Messico Win Scott, assurgono inaspettatamente al ruolo di registi occulti.

KILLNG KENNEDY – C’è poi il best seller di Bill O’Reilly e Martin Dugard, “Killing Kennedy”, che ripercorre gli ultimi due anni di JFK, dal 20 gennaio 1961, giorno del giuramento, fino al 22 novembre del 1963. I due autori mettono in fila i contrasti politici che in piena Guerra Fredda tenevano in ansia il mondo intero – il Vietnam, la lotta al comunismo, che con la Cuba di Castro era arrivato fin dentro “il giardino di casa”, le tensioni con l’Urss – e tracciano un vivido identikit dei tanti nemici che JFK si era fatto negli Usa. Tra loro il direttore della Cia Allen W. Dulles, silurato nell’aprile 1961 dopo il fallito sbarco nella Baia dei Porci, e, sopra tutti, il vicepresidente Lyndon B. Johnson, che mal sopporta il ruolo di secondo.

I ROMANZI – L’assassinio di JFK è stato anche materia di varie rielaborazioni narrative, fornendo lo spunto per grandi romanzi. Tra questi “Libra” di Don DeLillo, dove l’autore fa di Oswald, il ragazzo dall’identità e dal passato incerti, il burattino di congiurati che si nutrono di rancore e frustrazione: ex agenti dell’FBI e reduci della Baia dei Porci di Cuba, luogo dello sbarco di un’operazione militare statunitense contro Fidel Castro nell’aprile 1961. DeLillo rende Oswald il simbolo di un’America in cui le nevrosi quotidiane e la ricerca di ideali creano una miscela sempre sul punto di esplodere e porta alla luce tutto quello che sull’assassinio di Kennedy è stato detto e smentito.
E ancora, “American Tabloid” di James Ellroy racconta la vicenda di John Fitzgerald Kennedy, della sua ascesa al potere e della sua morte, dall’interno, in modo spietato, senza compromessi, perché “L’America non è mai stata innocente”, come recitano le parole d’apertura del romanzo.
Citiamo infine “22/11/’63” di Stephen King. Il libro è un romanzo di fantascienza che, riprendendo il tema classico dei viaggi nel tempo, affronta una semplice ipotesi: se quel giorno JFK non fosse morto, come sarebbe oggi il mondo? Il protagonista è Jake Epping, tranquillo professore del Maine. Il suo posto preferito per fare quattro chiacchiere è la tavola calda di Al, che ha un segreto: la dispensa in realtà è un passaggio temporale, e conduce al 9 settembre 1958. Sapendo che può attraversare il passaggio temporale ogni volta lo voglia e che ogni suo viaggio nel passato, se anche dovesse protrarsi per anni, nella realtà dura solo due mintui, Jake inizia una nuova esistenza nei panni George Amberson e cerca di impedire l’omicidio del presidente. In occasione di questo anniversario, la casa editrice Sperling & Kupfer

22 novembre 2013

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