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“Il Processo” di Kafka e le contraddizioni della burocrazia

Kafka affronta spesso nella sua produzione letteraria l’universo contraddittorio della burocrazia. Una questione che tocca da vicino tutti noi ancora oggi

I libri di Franz Kafka per trovare risposte alle contraddizioni della burocrazia oggi. Lo scrittore boemo ha spesso analizzato nelle sue opere l’universo giuridico e burocratico, mettendone in mostra i lati peggiori che rendono debole uno Stato e il suo funzionamento corretto. Questo aspetto, purtroppo, riguarda anche il nostro Paese, soffocato dalla burocrazia. La pubblica amministrazione, infatti, avrebbe bisogno di un’enorme riforma che ne migliorasse l’efficacia. In questo articolo vogliamo raccontarvi l’opera kafkiana che più rappresenta questo problema e più in generale il la filosofia dell’autore riguardo questo argomento. “Il processo” che, rimasto incompiuto, giunse nelle mani dell’amico Max Brod il quale lo valutò come la più grande opera dello scrittore.

“Il processo”

Il protagonista de “Il processo” è Joseph K, una mattina, due uomini si presentano presso la sua abitazione dichiarandolo in arresto, senza porlo in stato di detenzione. K. scopre così di essere imputato in un processo. Inizialmente affronta la macchina processuale con logica e pragmatismo ma i tempi e modi di svolgimento del processo non vengono mai pienamente rivelati all’imputato. A K. non verrà nemmeno mai comunicato il capo di imputazione che pende su di lui. Anche l’avvocato assunto da K. sembra muoversi con la stessa lentezza e opacità dell’intero processo, così K. rinuncia alla difesa. Nel giorno del suo trentunesimo compleanno, K. viene prelevato da due agenti del tribunale e giustiziato con una coltellata alla gola.

Kakfa contro la burocrazia e l’amministrazione

Secondo quanto affermato da Albrow, la burocrazia è divisa in tre grandi aree semantiche: la prima vede la burocrazia come quarta forma di potere accanto alla democrazia, all’aristocrazia e alla monarchia. La seconda, invece, pone la burocrazia come sinonimo di mala amministrazione e disorganizzazione. La terza area semantica delinea la burocrazia come forma razionale di organizzazione per la massimizzazione dell’efficienza. Franz Kafka aderisce alla seconda ipotesi scovando tutti i punti deboli e gli errori della burocrazia all’interno di uno Stato. Anche Hanna Arendt sottolinea in un commento come “Il processo” di Kafka debba essere interpretato come un’analisi della burocrazia e del suo potere.

 

Il commento di Hanna Arendt

Hanna Arendt ne “Il futuro alle spalle” commenta in questo modo il pensiero kafkiano: «Kafka conosceva esattamente la situazione politica del suo Paese. Sapeva bene che se uno s’impigliava nella rete dell’apparato burocratico non aveva più scampo. Il dominio della burocrazia aveva come conseguenza che l’interpretazione della legge degenerasse in uno strumento d’arbitrio, mentre un assurdo automatismo nei gradi inferiori dei funzionari suppliva alla cronica inettitudine degli interpreti della legge, un automatismo cui venivano praticamente demandate tutte le vere decisioni»

La burocrazia in Italia

Come detto in precedenza, l’Italia soffoca nella burocrazia. A dimostrarlo è la valutazione sulla qualità della burocrazia nella comparazione internazionale, ricavati dal Quality of Government Index dell’Università di Göteborg. Si tratta di un indicatore composto da tre pilastri: il livello di corruzione, le caratteristiche della legislazione unitamente all’osservanza della legge e la qualità della burocrazia in senso stretto. l’Italia, su 36 Paesi Ocse, è terzultima in classifica, inoltre la cattiva burocrazia nel nostro Paese frena la produttività delle imprese e ne ostacola la crescita.

Franz Kafka

Kafka nasce a Praga, il 3 luglio del 1883, da una famiglia di origini ebraiche. È un ragazzino mingherlino e timido, il maggiore di sei figli, sottomesso all’autorità di un padre anaffettivo che non riesce a essere mitigata dalla madre, troppo debole per contrastare il marito. Kafka è autore di romanzi e racconti ed è uno dei massimi interpreti del Novecento. Esponente del romanzo esistenzialista e del realismo magico europeo, i suoi libri racchiudono gli incubi e i dolori di una vita drammatica. Uno dei suoi peggiori incubi è dedalo burocratico in cui l’uomo moderno si trova disperso un sistema che ha il solo scopo di perpetuare se stesso, di cui gli uomini sono gli ingranaggi.

Alice Turiani

 

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