L'Opinione del New York Times

I libri più belli del 2015 secondo il New York Times

Anche quest’anno, puntuale a dicembre, ecco la lista dei dieci libri migliori di questi dodici mesi secondo il New York Times
I libri più belli del 2015 secondo il New York Times

MILANO – Ecco la lista dei 10 libri più belli del 2015 secondo il New York Times. La selezione è stata fatta dagli editor della Sunday Book Review del quotidiano di New York. Tra i dieci titoli anche l’ultimo libro di Elena Ferrante.  Vediamo insieme tutti i titoli che rientrano in questa speciale classifica.

1) “La porta” di Magda Szabò

Al primo posto troviamo sorprendentemente un romanzo uscito nel 1987 in Ungheria e ora “scoperto” negli Stati Uniti. Si tratta de La Porta (The Door nell’edizione americana pubblicata da New York Review Books), di Magda Szabò, pubblicato  in Italia da Einaudi ormai più di dieci anni fa. Magda Szabò ne “La Porta” costruisce il racconto delle relazioni fra due donne, una scrittrice e la persona che l’aiuta nelle faccende domestiche.

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2) “A Manual for Cleaning Woman: Selected Storiesdi Lucia Berlin

Al secondo posto troviamo il libro della scrittrice americana, ancora una “scoperta” di un’autrice ormai morta. Una selezione di 43 fra i numerosi racconti pubblicati su riviste letterarie e libri di piccoli editori. La Berlin si pone come osservatrice della vita guardando con particolare simpatia alle donne intelligenti che lottano per cavarsela da sole, come ha fatto la stessa autrice nel corso della sua vita.

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3) “Outlinedi Rachel Cusk

Sono molteplici i temi importanti trattati dall’autrice all’interno di questo suo ottavo romanzo, in particolare quelli del matrimonio e del tradimento. La scrittrice canadese racconta la storia di una ragazza in viaggio verso la Grecia e di tutte le storie delle persone che la protagonista incontra.

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4) “The Sellout” di Paul Beatty

 

Una satira politica e razziale. Un giovane di colore vuole segregare la scuola del suo quartiere e introdurre la schiavitù in casa propria. Il carattere del libro è fortemente e volutamente provocatorio nei confronti della società americana.

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5) “La storia della bambina perdutadi Elena Ferrante

E’ il quarto e ultimo volume dell'”Amica geniale”. Le due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e “rinascite”. Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Il romanzo è soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s’incontrano, s’influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano.

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6) Beetween the World and Me” di Ta-Nehisi Coates

Un libro di cui si è già scritto molto negli Stati Uniti: al centro le relazioni razziali. Si tratta di una lunga lettera che Coates scrive al figlio adolescente. All’interno di essa l’autore tenta di spiegargli cosa significhi vivere in un Paese cresciuto sullo sfruttamento degli schiavi.

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7) Empire of Cotton: a global history” di Sven Beckert

Il cotone. La materia prima del 19° secolo. L’autore propone una analisi accurata dell’industria del cotone, sulla violenza inaudita sulla quale si è fondata, ai danni di milioni di schiavi, mezzadri, operai.

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8) H is for Hawk” di Helen McDonald

Si tratta di un libro di memorie e ricordi della poetessa inglese. Dopo la morte del padre decide di ritirarsi dal mondo per trovare il giusto equilibrio interiore e la giusta posizione all’interno della società.

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9) The Invention of Nature: Alexander Von Humboldt’s New World” di Andrea Wulf

Wulf è uno dei più importanti ecologisti del mondo. In questo libro vengono raccontati i viaggi e le scoperte di Humboldt, visionario dell’ecologia che per primo ci ha spiegato come la terra sia un organismo vitale che può essere danneggiato in modo catastrofico dal comportamento dell’uomo.

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10) One of us: The Story of Anders Breivik and the Massacre in Norway” di Asne Seierstad

Un grande reportage. Il giornalista racconta il lato oscuro della Scandinavia attraverso la vita e i crimini terribili di Breivik, l’assassino di 77 persone (per lo più ragazzi) del 22 luglio 2011.

 

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