Guardare un film dello Studio Ghibli è un’esperienza emotiva immediata: immagini che restano, personaggi che diventano parte della nostra educazione sentimentale, storie capaci di parlare a bambini e adulti insieme. Ma per capire davvero quel mondo – le sue radici, le sue ossessioni, le sue scelte etiche – bisogna andare oltre lo schermo.
Leggere Hayao Miyazaki significa entrare nel laboratorio di uno degli ultimi grandi autori totali del cinema: disegnatore, regista, sceneggiatore, pensatore politico ed ecologista. I suoi film non sono favole rassicuranti, ma racconti complessi sulla guerra, sulla responsabilità, sull’infanzia come spazio fragile e potentissimo.
Esistono libri che aiutano a comprendere il suo immaginario, il metodo di lavoro dello Studio Ghibli e la filosofia che attraversa capolavori come La città incantata, Principessa Mononoke, Il mio vicino Totoro o Si alza il vento. Questa libri sono fondamentali per conoscere Miyazaki e lo Studio Ghibli.
I libri indispensabili per entrare nel mondo di Miyazaki e Ghibli
I film di Hayao Miyazaki si possono amare anche senza conoscerne il pensiero. Ma leggerlo, leggere su di lui e sullo Studio Ghibli, permette di guardare quei film con occhi diversi.
I libri dedicati a Miyazaki non servono a mitizzarlo, ma a comprenderne la complessità: un autore che ha fatto dell’immaginazione uno strumento politico, dell’infanzia un luogo di resistenza e della natura una questione morale.
Se i suoi film ci hanno insegnato a sognare, i suoi libri ci insegnano perché quei sogni contano.
“Starting Point 1979-1996” – Hayao Miyazaki
Se esiste un libro da cui partire, è questo. “Starting Point 1979-1996” raccoglie saggi, interviste e riflessioni scritte da Miyazaki nel corso di quasi vent’anni. Non è un’autobiografia tradizionale, ma una sorta di diario intellettuale.
Qui Miyazaki parla di animazione, lavoro, industria culturale, politica, ambiente, infanzia. Emergono con chiarezza le sue posizioni antimilitariste, il rapporto conflittuale con il progresso tecnologico e l’idea dell’arte come responsabilità morale. È un libro fondamentale perché mostra il pensiero dietro le immagini, spesso più radicale e inquieto di quanto i film lascino intuire.
“Turning Point 1997-2008” – Hayao Miyazaki
Ideale continuazione di Starting Point, “Turning Point 1997-2008” copre gli anni della maturità artistica di Miyazaki, quelli di Principessa Mononoke, La città incantata e Il castello errante di Howl.
Qui il tono si fa più amaro, più disilluso. Miyazaki riflette sul successo, sull’industria dell’animazione, sul peso del ruolo pubblico. È il libro che aiuta a capire perché i suoi film diventano progressivamente più complessi, meno concilianti, più politici. Una lettura essenziale per comprendere la crisi dell’autoredietro il mito.
“Mondo Miyazaki. Una vita nell’arte” – Susan Napier
Scritto da una delle massime studiose di animazione giapponese, “Il regno dei sogni e della follia” è un saggio fondamentale sullo Studio Ghibli. Susan Napier analizza i film come opere culturali, mettendoli in relazione con la storia del Giappone, la memoria della guerra, il trauma nucleare e l’ecologia.
Il libro è prezioso perché non si limita a celebrare Ghibli, ma ne indaga le contraddizioni: il rapporto con la modernità, la rappresentazione del genere, l’ambiguità morale dei personaggi. È una lettura perfetta per chi vuole capire perché Ghibli è così diverso dall’animazione occidentale.
“Hayao Miyazaki. Il maestro dell’animazione” – Alessandro Bencivenni
Questo volume è una delle biografie più accessibili e complete su Miyazaki. “Hayao Miyazaki. Il maestro dell’animazione” ripercorre la sua carriera dagli esordi come animatore fino ai grandi successi internazionali.
Bencivenni riesce a tenere insieme vita privata, contesto storico e analisi dei film, rendendo il libro adatto anche a chi si avvicina per la prima volta all’autore. È un ottimo punto di partenza per orientarsi tra opere, collaborazioni e snodi fondamentali della sua poetica.
“Il mio vicino Miyazaki” – interviste e testimonianze
Esistono diversi volumi che raccolgono testimonianze di collaboratori, animatori e produttori dello Studio Ghibli. Questi libri sono particolarmente interessanti perché mostrano il metodo di lavoro di Miyazaki: ossessivo, artigianale, spesso durissimo.
Emergono le sue contraddizioni: un uomo che ama profondamente l’infanzia ma lavora in modo spietato; un ecologista convinto che passa la vita in studio; un antimilitarista affascinato dagli aerei. Sono letture che smontano l’immagine idealizzata del genio e restituiscono la complessità dell’autore.
“Ghibliverso. La guida all’universo dello studio Ghibli. Musica, manga e tanto altro”
I libri d’arte dedicati ai singoli film, L’arte di La città incantata, L’arte di Principessa Mononoke, L’arte di Totoro, non sono semplici coffee table book. Raccolgono storyboard, bozzetti, note di regia e commenti che permettono di seguire la nascita visiva di un film Ghibli.
Sono fondamentali per capire il ruolo centrale del disegno, della natura, degli spazi e del movimento. Sfogliandoli si comprende come ogni scelta estetica sia anche una scelta narrativa ed etica.
Studio Ghibli: una filosofia, non solo uno studio
Leggere su Miyazaki significa anche capire cosa rappresenta lo Studio Ghibli: uno spazio creativo che ha sempre difeso l’animazione come arte, non come prodotto seriale. Nei libri dedicati allo studio emerge una visione coerente: lentezza contro velocità, cura contro sfruttamento, complessità contro semplificazione.
Ghibli non racconta mai il bene e il male in modo netto. I suoi personaggi sbagliano, cambiano, crescono. Ed è proprio questa ambiguità morale a rendere i film così universali.
