Libri storici

I libri da regalare a Natale per gli appassionati di Storia

Grandi classici e uscite moderne, romanzi documentati quanto un saggio storico e libri che hanno fatto la Storia oltre ad averla raccontata.
Che libri regalare a Natale agli appassionati di Storia

MILANO – Avete anche voi quegli amici appassionati di Storia a cui ogni Natale non sapete cosa regalare? Se siete stanchi di ricevere le loro critiche sull’attendibilità storiografica dei libri che li regalate, per voi una piccola guida per non sbagliare.

Grandi classici e uscite moderne, romanzi documentati quanto un saggio storico e libri che hanno fatto la storia oltre ad averla raccontata, eccone alcuni, rigorosamente in ordine cronologico:

Genji monogatari,di Murasaki Shikibu. Il più antico, sia per l’epoca in cui la storia si svolge, che per l’anno in cui fu scritto: approssimativamente nel  1001. Venne scritto dalla dama di corte Murasaki Shikibu viene  a ragione considerato uno dei capolavori della letteratura, non solo giapponese ma mondiale.  Lo scritto narra la storia del figlio dell’imperatore Genji “lo splendente” da un punto di vista così intimo e personale da esser considerato dalla critica letteraria come il “primo romanzo moderno” o il “primo romanzo psicologico”.

L’avventura di un povero crociato, di Franco Cardini – Scritto da un affermato storico medievista, il racconto prende le mosse da un reale manoscritto, per affondare poi nella creatività dell’autore, che segue i passi del nostro “povero” crociato dalle colline aretine fino al sole della Palestina. Fra battaglie e intrighi, personaggi reali e invenzioni romanzesche, Storia e trama si fondano creando da se la narrazione

La regina Margot, Alexandre Dumas. Scritto nel 1845, non è propriamente attendibile dal punto di vista dei documenti, ma non si può dire “romanzo storico” senza tenere in considerazione Dumas Padre, vero fuoriclasse del genere. Nello specifico, questo romanzo prende il via dalle nozze di margherita di Volois con Enrico di Navarra il 18 agosto 1572. Data non casuale, in quanto la dinastia Volois approfittò dell’arrivo a Parigi degli Ugonotti, protestanti seguaci del principe di Navarra, per compiere una delle più sanguinose stragi del periodo della riforma protestante. Da qui prendono il via una serie di intrighi e sotterfugi, amori e misteri avvincenti. Nota curiosa: alla fine del romanzo di Stendhal “Il rosso e il nero”, pubblicato nel 1830, viene fatto riferimento alla vicenda dell’amante di Margherita di Volois: lo stesso signore de La Môle che quindici anni dopo sarà protagonista del romanzo di Dumas.

Tortuga, di Valerio Evangelisti. Ormai da anni Evangelisti ci ha viziati con le sue epopee, al contempo storicamente documentate ma narrativamente vive e sorprendenti, immediate e rapide. Il ciclo dei Caraibi inizia con “Tortuga”, ambientato nel 1685, anno in cui, a seguito della face firmata tra Luigi XIV di Francia con la Spagna, la fortuna dei filibustieri dei Caraibi inizia ad incrinarsi. Da qui sarà un susseguirsi di arrembaggi, cannoni, duelli e ruberie, isole e codici, in bilico fra una modernità che sta per nascere e delle biriglie del tempo passato.

La fiera delle vanitàWilliam Makepeace Thackeray. Apparsa come opera unica nel 1848, con questa opera il suo autore si aggiudicò un posto di tutto rispetto tra i grandi della letteratura anglosassone. Intelligente, vitale e satiricamente tagliente, per la prima volta Thackelray manda sulla scena delle eroine, Becky Sharp e Amelia Sedley, che, spogliate di tutte le virtù fittizie, agiscono e vivono passioni e sentimenti crudi quanto reali. La nobiltà d’animo diviene ingenuità; l’incondizionato amore materno si sviluppa attraverso le difficoltà che una donna affronta nel badare ad un bambino; l’amore non è mai puro: passione, tornaconto, tradimento continuano a svoltare la trama. Il tutto sullo sfondo delle guerre Napoleoniche e degli sconvolgimenti del nuovo secolo.

I Miserabili, Victor Hugo. Capolavoro del romanzo storico, dipinge a grandi tratti i venti anni che portarono la Francia dalla Restaurazione alla nuova “Rivoluzione di Luglio” del 1830. I suoi personaggi sono una miriade di piccole particelle, i “miserabili” del titolo, che si scontrano e rincontrano in luoghi e tempi differenti, definendo una trama fittissima in cui spesso ci si sente spersi, esattamente come in un libro di Storia. Libro che è quasi un testamento, in cui Hugo mise tutto se stesso e trattò di tutto ciò che per lui valeva la pena di vivere, lottare e morire.

I dèmoniFëdor Dostoevskij. Scritto nel 1873, il libro nasce dalla passione tormentata dell’autore per la vita politica russa, dalla quale si era allontanato dalla militanza attiva dopo l’arresto e la mancata esecuzione, per la quale fu graziato, avvenuta nel 1849.  La narrazione prende quindi le mosse da avvenimenti politici dell’epoca, nello specifico ad un regolamento di conti tra cellule rivoluzionarie culminato con la morte di uno studente universitario nel 1869, per allontanarsi poi dalla mera cronaca ed entrare nelle grande tematiche della narrativa russa, riprendendo la riflessione sul nichilismo, la dove Turgenev l’aveva interrotta col suo “Padri e Figli”.

I Buddenbrock, decadenza di una famiglia, Thomas Mann: dato alle stampe nel 1901 a soli ventisei anni, si tratta del primo romanzo dello scrittore tedesco, ma viene spesso considerato l’ultimo romanzo ottocentesco. L’epopea famigliare che Mann, sebbene segua tutti i codici linguistici e narrativi del grande classico, determina la morte stessa di questo genere narrativo mediante il suo superamento verso una narrazione più psicologica. La grande famiglia borghese di commercianti di Lubecca, seguita nelle sue quattro generazioni dal 1833 al 1877, diviene allegoria dello stesso popolo della Germania: prima prussiano e bavarese, poi tedesco e guglielmino.

 

La Storia, Elsa Morante. Romanzo fra i più discussi dell’autrice, è anche quello in cui tornano ad emergere tutti i personaggi creati dalla sua fantasia. Ambientato nella Roma del Regime Fascista dalla presa del potere alla disfatta della guerra, si compone di un affresco corale in cui le voci del popolino, con i suoi sogni, paure, aspirazioni e miserie salgono di tono fino a comporsi e sovrastare il rumore della Grande Storia. Poetico e crudo, pieno di speranza e desolazione.

Confine di Stato, Simone Sarasso. Primo di una trilogia, edito nel 2007, questo primo volume è tagliente come un ciclostile, violento come le bombe della strage di Stato del 12 dicembre 1969, rumoroso come i silenzi che costellano i fatti più drammatici della nostra Storia recente. Un pugno dritto alla bocca dello stomaco in cui il ritmo veloce degli avvenimenti è segnato dalla brevità di frasi concise, dai rapidi passaggi di visuale. Molti personaggi, che mai si incontrano, ma le cui vite, reali, fittizie, comunque su fatti documentati, creano una spiegazione verosimile ai grandi misteri italiani ancora senza una risposta.

 

 

 

 

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