I libri che hanno cambiato David Bowie e cosa ci consiglia di leggere per guardare il mondo con occhi nuovi

8 Gennaio 2026

Dai classici ai romanzi disturbanti, dai testi visionari alla poesia: ecco i libri più amati da David Bowie e perché leggerli oggi significa allenare lo sguardo, l’immaginazione e la libertà di pensiero.

I libri che hanno cambiato David Bowie e cosa ci consiglia di leggere per guardare il mondo con occhi nuovi

Quando pensiamo a David Bowie, lo immaginiamo sul palco, in metamorfosi continua, tra Ziggy Stardust, il Duca Bianco e l’artista sperimentale che ha attraversato musica, moda, cinema e arte visiva. Ma Bowie è stato anche, e forse soprattutto, un lettore vorace e attentissimo.

Tre anni prima di morire, rese pubblica una lista di 100 libri che avevano cambiato il suo modo di vedere il mondo. Non un canone rassicurante, ma una mappa irregolare fatta di classici, testi disturbanti, romanzi politici, opere visionarie e libri capaci di mettere in crisi certezze e identità.

Da quella lista, raccontata e approfondita nel volume “Il book club di David Bowie” di John O’Connell,  emergono titoli che non sono semplicemente “consigli di lettura”, ma strumenti di trasformazione. Libri che Bowie leggeva per nutrire la sua arte, ma anche per interrogare il presente, il corpo, il potere, la memoria.

I libri di David Bowie da leggere oggi (e perché contano ancora)

La lista dei libri di David Bowie non è un elenco di “capolavori da studiare”, ma un invito a leggere in modo libero, curioso e indisciplinato. Bowie non cercava risposte definitive: cercava domande migliori.

Leggere i suoi libri preferiti significa allenare lo sguardo critico, accettare l’ambiguità, capire che l’identità è una costruzione mobile e che la cultura serve a destabilizzare, non a rassicurare.

Le letture di Bowie sono un modo per ricordare che crescere non significa semplificare, ma imparare a sostenere la complessità. E che un buon libro, come una grande canzone, può ancora cambiarci la vita.

1984” di George Orwell

Perché leggerlo

Bowie era ossessionato dai meccanismi del controllo, dalla sorveglianza, dalla manipolazione del linguaggio. 1984 non è solo un romanzo distopico: è un manuale per riconoscere i segni del potere quando diventa invisibile.

Orwell mostra come il dominio passi dalle parole, dalla riscrittura del passato, dalla paura interiorizzata. Bowie ne fu così colpito da progettare persino un musical ispirato al romanzo. Leggerlo oggi significa capire perché la libertà non è mai garantita e perché l’arte deve restare un atto critico.

Arancia meccanica” di Anthony Burgess

Perché leggerlo

La violenza, l’estetica del male, la manipolazione del libero arbitrio: Bowie amava Arancia meccanicaper la sua ambiguità morale. Non offre soluzioni semplici, ma mette il lettore davanti a una domanda scomoda: è meglio un uomo cattivo ma libero o uno buono perché programmato?

Il linguaggio inventato da Burgess, il ritmo musicale della prosa, la brutalità stilizzata parlano direttamente all’immaginario bowiano, fatto di eccessi, maschere e contraddizioni. Un libro che insegna a non fidarsi delle risposte facili.

Il maestro e Margherita” di Michail Bulgakov

Perché leggerlo

Questo romanzo era uno dei preferiti di Bowie per la sua capacità di mescolare satira politica, amore, misticismo e follia. Il diavolo che arriva a Mosca non è solo una figura demoniaca, ma uno specchio crudele dell’ipocrisia umana.

Bowie amava i testi che sovvertono la realtà dall’interno, e Bulgakov lo fa con ironia e poesia. Leggerlo significa accettare che il fantastico può essere il modo più lucido per raccontare il reale.

Lolita” di Vladimir Nabokov

Perché leggerlo

Bowie non cercava libri “confortevoli”. Lolita lo interessava per la sua complessità linguistica e per il modo in cui Nabokov costringe il lettore a confrontarsi con una voce narrante seducente e profondamente inaffidabile.

È un romanzo che mette alla prova l’etica di chi legge e dimostra come lo stile possa essere una forma di inganno. Bowie ne ammirava la scrittura impeccabile e il coraggio di esplorare zone oscure senza giustificarle.

L’Idiota” di Fëdor Dostoevskij

Perché leggerlo

Il principe Myškin, figura di innocenza radicale in un mondo corrotto, affascinava Bowie perché rappresenta l’outsider per eccellenza: colui che non si adatta, non gioca secondo le regole, e per questo viene distrutto.

Dostoevskij indaga l’animo umano senza filtri, mostrando come la purezza possa diventare una colpa. Un romanzo che dialoga profondamente con l’idea bowiana dell’artista come corpo estraneo, necessario ma scomodo.

Lo straniero” di Albert Camus

Perché leggerlo

Il senso di alienazione, l’assurdo dell’esistenza, l’indifferenza del mondo: Camus è una lettura chiave per comprendere la tensione esistenziale che attraversa tutta l’opera di Bowie.

Meursault non è un eroe, ma un uomo che rifiuta di fingere emozioni che non sente. Bowie amava questa radicalità, questa sincerità disturbante. È un libro breve ma potentissimo, che invita a guardare la vita senza illusioni.

 

 

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