I favorevoli e i contrari

Da Gramellini a Murakami, le reazioni al Nobel a Bob Dylan

Il mondo letterario si è diviso in due fronti: chi ha apprezzato l'apertura mentale dell'Accademia svedese e chi non comprende la scelta.
Da Gramellini a Murakami, le reazioni al Nobel a Bob Dylan

MILANO – Eppure Dario Fo l’aveva detto, nel lontano 2001, che Bob Dylan avrebbe potuto vincere il Nobel per la letteratura. Quindici anni fa erano apparsi due trafiletti, uno sul Nuovo giornale di Bergamo e uno sull’Unità, in cui ne parlava. In uno di questi aveva scritto: “Sarei proprio contento se fosse Bob Dylan a vincere il premio Nobel”. Non tutti sono stati però contenti come lo sarebbe stato Fo se avesse fatto in tempo a scoprire la notizia. Il mondo letterario si è diviso in due fronti: chi ha apprezzato l’apertura mentale dell’Accademia svedese, capace di avere una visione ampia della letteratura e chi, invece, non ha compreso una scelta del genere, nella convinzione che la letteratura sia altro. I contrari si sono tuttavia detti quasi tutti sfegatati amanti della musica della cantautore americano.

I CONTRARI – Gli Stati Uniti lo aspettavano dal 1993, quando lo vinse Toni Morrison. Aveva due ottimi candidati di cui sarebbero stati felici di celebrare la gloria: Philip Roth e Don Delillo, due colossi. Il Nobel l’hanno vinto ma molti americani avrebbero preferito che a vincerlo fosse stato un “vero” scrittore. Il loro principale critico, Harold Bloom, si è rifiutato di commentare. Anche qui in Italia, uno dei più apprezzati scrittori nostrani, si è detto contrario. Parlo di Alessandro Baricco, che all’ANSA ha dichiarato che Bob Dylan “è un grandissimo. Andare a un suo concerto oggi è una delle esperienze più grandi ed emozionanti che si possano fare nello spettacolo. Ma, per quanto mi sforzi, non riesco a capire che cosa c’entri con la letteratura”. In fondo, continua l’autore di “Seta”, “è come se dessero un Grammy Awards a Javier Marias perché c’è una bella musicalità nella sua narrativa. Allora anche gli architetti possono essere considerati poeti”. Andando in Scozia, l’autore di “Trainspotting”, Irvine Welsh, non era solo contrario ma alquanto irritato: “Sono un fan di Dylan, ma questo è un premio pieno di nostalgia mal concepita, strappato dalla prostata rancida di senili hippy farfuglianti”.

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I FAVOREVOLI – Il vincitore del Premio Strega 2016, Edoardo Albinati, ha detto in un’intervista a Libreriamo: “La notizia del premio Nobel a Bob Dylan mi ha riempito di gioia”. Il giornalista e scrittore Gianni Riotta ha risposto alla critica di Baricco, che si era chiesto cosa c’entra Bob Dylan con la letteratura. Riotta ha postato su twitter: “Cosa c’entri tu, piuttosto, con la letteratura?”, riferito a Baricco. Nel suo “Buongiorno“, Gramellini sposta invece l’attenzione al significato del Nobel: “La domanda è se il Nobel debba premiare la scrittura più pura o non invece quella che più ha influenzato la società del suo tempo. Se il criterio è questo, il Nobel a Dylan ha una sua dignità, come la presenza di De André nelle antologie scolastiche con Montale”. Tra i candidati al Nobel che hanno commentato il fatto c’è l’americana Joyce Carol Oates, che su twitter ha scritto: “A chi mi ha chiesto del Nobel a Dylan: una scelta ispirata e originale. Le sue memorabili musiche e parole sono sempre sembrate, nel senso più profondo, letterarie”. Murakami l’ha presa con filosofia. Sui social ha scritto ai suoi fan: “Non dispiacerti per te stesso. Solo gli stronzi lo fanno”.

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CONSEGUENZE – Si tratta di un’assegnazione molto discussa, che sicuramente lascerà un segno indelebile. Resta solo da vedere quale direzione prenderà la letteratura: si chiuderà in se stessa o continuerà ad aprirsi verso le altre forme d’arte?

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