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Graffi regali

Un nuovo racconto della giornalista Elena Gaiardoni sui nostri amici animali, che sono più simili a noi di quanto possiamo immaginare...

Il Grand Hotel del Mare era sottosopra come la stiva di una caravella che aveva tentato la conquista di un nuovo continente. Quel prodigio bianco e soffice come la panna montata, degno di un’apparizione in "Tenera e’ la notte", stava andando col didietro all’aria per via della suite regale del terzo piano.

 

Da giorni e giorni, tutti i clienti si lamentavano che le stanze venivano riordinate troppo in ritardo, che i bombolosi accappatoi e le inamidate ciabattine da doccia venivano consegnati con eccessiva parsimonia e che, una volta consegnati, erano sfilacciati e pesti come stracci smessi dagli Unni invasori. Le cameriere venivano trovate negli angoli in lacrime, oppure correvano per i corridoi con gli occhi stralunati.

 

Di chi era la colpa? Loro, di quella doppietta di mici per la prima volta in vacanza nella suite regale, quella con gli alzavasi in ceramica di Limoges a roselline bianche e azzurre. E loro, due certosini piu’ gemelli dei gemelli da polso, non ne volevano sapere del mare: li rendeva nervosi. Graffiavano tende, coperte di sete imperiali, salviette di cotone leggere come pelle d’uovo.

 

Che fare, la disperazione, tacita e ovattata, aveva colto tutto il personale. Il giovane falegname entro’ nella hall e, benché ciascuno a modo suo, dal direttore al portiere di notte, cercasse di dissimulare tale sottaciuta tragedia, si accorse immediatamente della tensione.

 

"Sono venuto per proporre un nuovo mobile per la suite regale" spiego’ al direttore il ragazzo.

"Veramente e’ molto antico. Il mio bisnonno fu incaricato cento anni fa di rimuoverlo dall’appartamento sito al terzo piano, così da dieci anni io ho iniziato a ristrutturarlo. E’ una libreria".

Il direttore penso’: "Volesse il cielo che questo figliolo fosse mandato dalla Provvidenza" e fece istallare la libreria, corredandola di tutti i volumi finiti nelle cantine del Grand Hotel del Mare.

 

La pace torno’ nella torta di panna, perché i due mici tra i libri trovarono finalmente il balsamo che mise pace tra le loro unghie e soprattutto sui loro sonni, cresciuti tra incunaboli e volumi fin dai tempi delle certose monacali. E le vacanze di tutti ritornarono tenere come la notte sulla spiaggia dorata e lido d’amori segreti.

 

Elena Gaiardoni

 

22 agosto 2013

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