La dama con il ventaglio

Giovanna Pierini, “La cultura aiuta a fare le proprie scelte in libertà”

La scrittrice Giovanna Pierini ha voluto dedicare alla pittrice Sofonisba Anguissola il romanzo storico “La dama con il ventaglio” che ripercorre la sua vita e la sua produzione artistica
Giovanna Pierini

MILANO – E’ possibile imporre le proprie idee rivoluzionarie, senza fare la rivoluzione. E’ questo l’insegnamento di vita, da rivolgere in particolare a tutte le donne, lanciato da Sofonisba Anguissola, la pittrice italiana vissuta tra il XVI e XVII secolo, a cui la scrittrice Giovanna Pierini ha voluto dedicare il libro “La dama con il ventaglio”, il romanzo storico che ripercorre la sua vita e la sua produzione artistica.

 

Perché hai scelto di scrivere un romanzo storico sulla vita di Sofonisba Anguissola?

E’ un artista che amo e seguo da diversi anni, precisamente da quando nel 1994 a Cremona c’è stata una grande mostra a lei dedicata. Da allora, mi sono appassionata alla sua pittura, molto moderna, tanto che i suoi quadri sembrano delle instantanee di adesso. I ritratti dei suoi personaggi sembrano parlare, restituendo allo spettatore il movimento e l’espressione. Esisteva già parecchia letteratura su di lei, nonostante non fosse una pittrice molto conosciuta. Nel momento in cui ho deciso di scrivere un romanzo storico, non ho avuto dubbi su quale personaggio scegliere. Sofonisba ha un tratto moderno molto evidente, la sua vita rappresenta un messaggio da rivolgere alle giovani donne: è possibile essere rivoluzionarie senza fare la rivoluzione. Sofonisba è riuscita a condurre una vita sempre dentro i canoni, senza mai sgarrare, ma facendo sempre quello che voleva fare, incominciando ad essere pittrice quando, essendo aristocratica, non poteva (basti pensare al fatto che nella corte di Spagna i pittori, artigiani, la copiavano). Sofonisba  è la dimostrazione che nel ‘500, grazie a talento, dedizione e disciplina, potevi fare ciò che volevi. Penso che questo sia un messaggio universale.

 

Quali difficoltà Sofonisba Anguissola ha dovuto affrontare per affermare la sua vocazione artistica, nonostante i pregiudizi sociali dell’epoca?

Lei non è mai stata una vera pittrice: le pittrici dell’epoca erano tutte figlie di pittori, mentre lei era una nobildonna, la prima di sette figli di Amilcare Anguissola, un aristocratico cremonese. Per dare una dote a tutte le sue figlie, Amilcare le ha rese delle erudite. Sofonisba insieme alla sorella ha studiato disegno da Bernardino Campi, il ritrattista in voga in quel momento, quindi non hanno imparato la pittura come si poteva apprendere in bottega. Non avendo mai imparato la matematica, essendo una femmina, Sofonisba nei suoi quadri non realizzava composizioni perfette. La pittrice, in quanto nobildonna, è stata accolta alla corte di Spagna come dama della regina, insegnandole a dipingere: essendo Filippo II un grande amante dell’arte, l’ha elevata a pittore nonostante non potesse esserlo. Sofonisba quindi dipingeva privatamente, ma i suoi quadri erano così belli che venivano resi pubblici. L’artista è quindi riuscita a fare ciò che voleva, senza doversi imporre e restando dentro le regole.

 

Tra i personaggi storici e di fantasia presenti nel libro, spicca quello di Diego. Che importanza riveste all’interno del romanzo?

Diego è uno dei protagonisti: rappresenta lo spirito della giovinezza che rimane accanto alla pittrice.  Sofonisba, nella sua vecchiaia, educa questo fanciullo. Lei aveva questa capacità di capire le persone, quindi individua in lui un possibile valletto. Diego diventa in un certo senso lo sguardo giovane della pittrice, ormai 90enne, un compagno d’avventura, la giovinezza che non l’abbandona.

 

Questo romanzo storico indaga il passato e allo stesso tempo, come tutti i libri, fornisce spunti di riflessione per indagare la realtà. Quali sono le tematiche contenute nel libro che sono ancora oggi di stretta attualità?

Penso che uno dei temi che emergono sia l’interconnessione di quel mondo: Sofonisba ha viaggiato per tutta la vita in varie città come Genova, Cremona, Palermo, poi è andata in Spagna, con una fluidità di persone e pensieri che può essere accomunata al mondo di adesso, una specie di globalizzazione. Il tema predominante dell’opera è quello della cultura che ti aiuta a fare le proprie scelte in libertà: solo con una base culturale solida puoi avere una mente libera che ti permette di svolgere una vita soddisfacente.

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