Ginevra Bompiani di nottetempo, “Qualità letteraria e leggibilità: da dieci anni principi guida della nostra linea editoriale”

Come testimoniato dal suo catalogo, nei suoi primi dieci anni di vita nottetempo ha tenuto fede al proposito di pubblicare libri di qualità sia dal punto di vista letterario sia da quello grafico, prestando sempre attenzione – in controcorrente alla tendenza al risparmio oggi prevalente – al pregio dei materiali usati e a una bella impaginazione: è questo il bilancio tracciato dall'editore, Ginevra Bompiani...

L’editore di nottetempo presenta l’attività della casa editrice, che ha festeggiato quest’anno il decimo anniversario della sua nascita

MILANO – Come testimoniato dal suo catalogo, nei suoi primi dieci anni di vita nottetempo ha tenuto fede al proposito di pubblicare libri di qualità sia dal punto di vista letterario sia da quello grafico, prestando sempre attenzione – in controcorrente alla tendenza al risparmio oggi prevalente – al pregio dei materiali usati e a una bella impaginazione: è questo il bilancio tracciato dall’editore, Ginevra Bompiani, che ci presenta la storia e il progetto della casa editrice.

Quando e con quali intenti è nata la casa editrice?
Nottetempo è nata nel 2002 – in questo 2012 abbiamo festeggiato il decimo anniversario – per iniziativa di un gruppo di amici. In questi anni abbiamo pubblicato 238 titoli, la maggioranza di narrativa e circa un terzo di saggi. Una buona parte è formata da libri di piccolo formato – i sassi gransassi, due collane che ci hanno molto caratterizzato, formate da piccoli inediti di grandi autori.

Quali sono i principi che hanno guidato il progetto editoriale nel corso della storia della casa editrice e qual è il bilancio di dieci anni di attività?
Un bilancio si può facilmente fare guardando il catalogo che abbiamo stampato, dove sono riportati tutti i titoli di nottetempo. Abbiamo tenuto fede al nostro progetto di realizzare come casa editrice libri di qualità sia nella veste grafica sia nel contenuto, qualità data da leggibilità, leggerezza, piacevolezza, pregio dei materiali usati. Questa cifra della leggibilità e della chiarezza è molto nostra, l’abbiamo sempre mantenuta nonostante la crisi e nonostante il rispetto di questa caratteristica imponga costi elevati, perché significa stampare su carta molto buona, a caratteri larghi, con una giustezza sufficientemente ampia e un’impaginazione gradevole, in controcorrente rispetto alle tendenze di oggi nel mondo editoriale, che mirano al risparmio di carta. Abbiamo anche tenuto fede all’esigenza di qualità letteraria e saggistica, e in quest’ultimo ambito in particolare abbiamo sempre ricercato una saggistica di punta, interessante, nuova, ma leggibile – non tecnica, non riservata a un’élite. Le linee guida del nostro progetto editoriale risultano chiare fin dal primo libro che abbiamo stampato: un classico, “Il principe Otto” di Stevenson, tra quelli meno noti ma più belli dell’autore, opera di altissima  qualità letteraria e insieme estremamente leggibile, avvincente.
Per celebrare il decimo anniversario di nottetempo, oltre a stampare questo catalogo, abbiamo anche tenuto il 14 dicembre una festa dedicata al tema della notte, un aperitivo presso la nostra sede: per l’occasione abbiamo chiesto ai nostri autori di scrivere una frase, una poesia o un raccontino sulla notte. In molti hanno aderito alla proposta, e da questa iniziativa è nato un piccolo libro, un sasso.

Ci può presentare le collane principali di nottetempo?
Oltre a sassi e gransassi, tra i libri di grande formato quella principale è la collana narrativa, cui adesso si è aggiunta la collana narrativa.it, appena nata e diretta da Chiara Valerio, destinata a comprendere le nuove voci della letteratura italiana, non necessariamente esordienti: per ora è uscito un titolo, “Dammi un posto tra gli agnelli” di Laura Fidaleo, e a gennaio uscirà un libro di Giorgio Ghiotti. Ci sono poi le collane di saggistica: tra queste quella intitolata figure, una collana di estetica e filosofia, quella intitolata ritratti e quella intitolata cronache, una collana di “narrazioni vere” nell’ambito della quale sono usciti per esempio i libri di Luciana Castellina – “Siberiana”, pubblicato di recente, e “La scoperta del mondo”, dell’anno scorso –, quelli di Maria Pace Ottieri e quelli di Mariusz Szczygiel, grande autore polacco. C’è poi una collana di formato medio, il rosa e il nero.

Una curiosità legata a questo particolare momento dell’anno: quanto pesa nel bilancio annuale di una casa editrice il periodo delle feste?
È certamente il periodo in cui si vende di più, e in cui per fortuna non sono permesse promozioni, per cui si vende al vero prezzo di copertina – che è comunque molto basso. Il problema è che si tratta di un momento in cui tutti buttano sul tavolo le loro strenne, sicché si vedono soltanto i “libri da regalare” più che i “libri da leggere”. Noi quest’anno abbiamo proposto una bellissima strenna: il libro di Daniel Arasse, grande storico dell’arte francese, intitolato “Il ritratto del diavolo”, con preziose illustrazioni al suo interno. Ma anche “Siberiana” di Luciana Castellina è andato molto bene: speriamo che continui così.

 

29 dicembre 2012

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