Le frasi più belle dello scrittore di Kabul, Khaled Hosseini

Khaled Hosseini con i suoi romanzi ha fatto sognare milioni di lettori, dando voce anche problematiche sociali di Kabul e dell'Afghanistan
Le frasi più belle dello scrittore di Kabul, Khaled Hosseini

MILANO – Una delle voci del medio oriente che maggiormente si sono fatte riconoscere e amare già dal primo romanzo, Khaled Hosseini è l’autore afghano di Il cacciatore di aquiloni (2004), campione di incassi, e Mille splendidi soli (2013), che vendette un milione di copie solo in Italia. Le tematiche che affronta nei suoi libri sono per lo più sociali legati al suo paese d’origine, come la condizione della donna e i talebani, soffermandosi però anche sul valore dell’amicizia, della fratellanza e dell’amore. Ecco le frasi più belle dell’autore di Kabul.

  • La bellezza è un dono gigantesco, immeritato, dato a caso, stupidamente.
    (da E l’eco rispose…)

 

  • Imparai che il mondo non vede la tua anima, che non gliene importa un accidente delle tue speranze, dei sogni e dei dolori che si nascondono oltre la pelle e le ossa. Era così: semplice, assurdo e crudele.
    (da E l’eco rispose…)

 

  • C’è un solo peccato. Uno solo. Il furto. Ogni altro peccato può essere ricondotto al furto. […] Se uccidi un uomo gli rubi la vita. Rubi il diritto di sua moglie ad avere un marito, derubi i suoi figli del padre. Se dici una bugia a qualcuno, gli rubi il diritto alla verità. Se imbrogli quello alla lealtà.
    (da Il cacciatore di aquiloni)

 

  • In Afghanistan esistono tanti bambini, ma non esiste più l’infanzia.
    (da Il cacciatore di aquiloni)

 

  • Imparalo adesso e imparalo bene, figlia. Come l’ago della bussola segna il nord, così il dito accusatore dell’uomo trova sempre una donna cui dare la colpa. Sempre. Ricordalo, Mariam.
    (da Mille splendidi soli)

 

  • Laila osservò le guance avvizzite di Mariam, le palpebre grinzose di stanchezza, le rughe profonde attorno alla bocca, le notò come se anche lei guardasse Mariam per la prima volta. E, per la prima volta, Laila non vide il viso di una rivale, ma un viso di dolori taciuti, di fardelli portati senza protestare, un destino di sottomissione e di sopportazione.
    ( da Mille splendidi soli)

 

  • Prima della morte della mamma e di Babi, e prima che la sua vita venisse sconvolta alle fondamenta, Laila non avrebbe mai creduto che un corpo umano fosse in grado di tollerare tante percosse, somministrate con tanta cattiveria e tanta regolarità, e che nonostante tutto continuasse a funzionare.
    (da Mille splendidi soli)
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