In viaggio con un libro

Estate, i libri da leggere in vacanza per viaggiare con la fantasia

Si può viaggiare leggendo, ma anche leggere viaggiando. Di seguito alcuni consigli di lettura per le vacanze

 MILANO – E’ iniziata da pochi giorni l’estate. Sappiamo che non vedete l’ora che inizino le vacanze per rilassarvi e dedicarvi completamente alla lettura di un bel libro. Ma quali libri leggere in estate? Dipende sempre da voi, dai vostri gusti, ma anche del tempo a disposizione. Vediamo alcuni consigli di lettura a seconda che preferiate i classici o normali letture da viaggio.

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I CLASSICI – In tema di viaggio non si può non iniziare da ‘I viaggi di Gulliver‘ di Jonathan Swift (Einaudi ma anche Grazanti e ). Libro, questo, di molte infanzie e quindi troppo spesso dimenticato dagli adulti, eppure gran racconto, fantastico precursore, se ci si pensa un momento, di tante altre storie apparse negli ultimi decenni e quindi così moderno da far dimenticare il fatto che è stato pubblicato nell’ottobre del 1726. Gulliver, quindi, ma non solo. Perché sempre pensando ai classici del viaggio fantastico, deve per forza venire anche alla mente Giulio Verne con il suo ‘Dalla Terra alla Luna‘ e poi ancora, tanto per citarne un altro, ‘Ventimila leghe sotto i mari‘ (libri arcipubblicati da molti, ma ricordati da scrive nelle edizioni Mursia e Giunti con le tavole a colori). Classici ‘antichi’, dunque, ai quali è doveroso affiancare altri classici più moderni come quelli -anche qui si tratta di scelte arbitrarie e personali -, scritti da un gigante della letteratura di viaggio che si fa romanzo come Bruce Chatwin. Lui viaggiava, osservava e scriveva raccontando tutto. Anche in questo caso un titolo per tutti: ‘Le vie dei canti‘ (Adelphi), un libro di viaggio in Australia che inizia dicendo dell’incontro con un russo: ‘A Alice Springs – un reticolato di strade roventi dove uomini dai calzettoni bianchi non facevano che salire e scendere dalle Land Cruiser – conobbi un russo che stava facendo la mappa dei luoghi sacri degli aborigeni’.

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LIBRI VIAGGIANTI – Passate queste prime righe, si arriva fino in fondo senza accorgersi di aver compiuto migliaia di chilometri con Chatwin.Poi, in questa piccola biblioteca di libri viaggianti, c’è Walter Bonatti con il suo (postumo), ‘In viaggio. Cronache e taccuini inediti‘ (Rizzoli). Pubblicata da poco, questa è una raccolta delle cronache dei viaggi che Bonatti fece tra gli anni ’60 e i ’70 e che diedero origine ad una serie di reportages per Epoca. C’è così il Grande Nord, ci sono la savana e la giungla, le Amazzoni. Bonatti annota, fotografa, racconta, mette in fila elenchi di cose da portare, di posti da vedere. Dice apertamente dei suoi errori e delle sue paure. Un libro tutto da leggere quello di Bonatti.

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DIVERSI TIPI DI VIAGGIO – Ma non è finita, perché i viaggi possono essere tanti e diversi. ‘Si stava alzando il vento, perciò andai nel bosco’. È così, per esempio, che inizia ‘Luoghi selvaggi‘ di Robert Macfarlane (Einaudi), un libro da leggere e meditare, denso com’è di immagini scritte e fotografate. Ricordi di viaggi durati anche solo qualche ora e di viaggi della mente iniziati camminando in foreste, radure, boschi, pianure. Macfarlane incanta. Anche con l’altro sui libro che parla di cammini e strade. ‘Le antiche vie‘ (Einaudi), ovvero l’elogio del camminare e quindi ancora una volta del viaggiare. Con l’inquietudine dell’esplorare come filosofia di vita prima ancora che d’azione. ‘Ero alla scrivania quella sera – scrive Macfarlane -, impegnato dal lavorare ma distratto dal tempo. Continuavo ad interrompermi, ad alzarmi, a guardare dalla finestra’. Viaggi, dunque, declinati in svariati modi tutti accomunati dall’amore della descrizione di sensazioni vissute. Per questo forse ogni viaggiatore è anche un po’ poeta oltre che narratore. E, poi, quando per davvero le due figure, quella del poeta e quella del narratore, si fondono insieme, allora la cronaca del viaggio diventa esatta poesia. Ultimo libro di questo scaffale è allora ‘Fuori di casa‘ (Mondadori) di Eugenio Montale. Una preziosità, un libro da custodire gelosamente: le cronache di viaggio del premio Nobel scritte tra il ’46 e il ’64. Il mondo – dall’Italia alle Americhe passando dall’Europa -, descritto da Montale non c’è più e forse è proprio per questo che è bello leggere e rileggere le sue pagine. Perché alla fine il vero “succo” di ogni viaggio è ciò che rimane, il ricordo di un attimo, ciò che ci si porta a casa.

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