L'autore napoletano a Bookcity

Erri De Luca, “Il ruolo di uno scrittore è stare con il proprio popolo”

Lo scrittore ci spiega il ruolo che deve avere un autore impegnato oggi
Erri De Luca, "Il ruolo di uno scrittore è stare con il proprio popolo"

MILANO – “Il ruolo di uno scrittore è sporgersi, fare in modo che il privilegio della parola sia a disposizione di tutti, stare con il proprio popolo”. Una sala viscontea gremita ha accolto lo scrittore Erri De Luca, protagonista dell’incontro “Il tracciato del viaggio: riflessioni, nostalgie, racconti”, in cui l’autore ha parlato del ruolo dello scrittore oggi e letto alcuni estratti tratti dal suo libro “Il più e il meno“.

TEMPI SUPPLEMENTARI – Erri De Luca non di riconosce con l’attualità di oggi, in particolare con il nuovo millennio, i cui anni vengono definiti i suoi tempi supplementari. “Sono nato nel 1950, e quando questo secolo ha cambiato pelle, ho capito che mi trovavo in un territorio sconosciuto, i miei tempi supplementari”. Lo scrittore napoletano dedica la prima parte dell’incontro alla figura di un suo caro amico, un poeta di Sarajevo conosciuto negli anni ’90, durante la guerra. “Era una guerra accanita nei confronti del proprio vicino di casa e della sua religione. In quegli anni incontrai a Sarajevo questo poeta, un maestro di lealtà civile. Non ha ceduto ad una vita da esule ma è voluto rimanere li, dove ha amato la donna della sua giovinezza per tutta la vita.“ A questo punto, De Luca ha letto le poesie d’amore del poeta, capaci di ispirare gli innamorati di quella città, rendendolo “responsabile della felicità e dell’infelicità”.

IL RUOLO DELLO SCRITTORE – Un episodio utile ad Erri De Luca per rispondere alla domanda “qual è il ruolo dello scrittore?” “E’ quello di stare, condividere la malora del proprio popolo”. Inevitabile, l’associare queste parole al processo che ha visto De Luca suo malgrado protagonista negli ultimi due anni, accusato di istigazione alla violenza. Come nasce la sua passione per la scrittura? “Scrivevo storie fin da bambino, per tenermi compagnia. Non esiste l’autore, ma il redattore di varianti. Io faccio tesoro delle storie che ascolto, ricevo queste storie che vanno a finire da qualche parte, rimangono sottopelle per poi tornare ne corso della mia scrittura. Scrivere per me significa comprimere la vita svolta, spalancare l’orizzonte.” Infine, lo scrittore napoletano esplicita quello che, a suo parere, deve essere il ruolo dello scrittore. “Oggi da cittadini che condividono uno spazio comune siamo diventati clienti, consumatori di un servizio erogato dallo Stato, come se la scuola non fosse più un diritto. Il ruolo di uno scrittore è sporgersi, fare in modo che il privilegio della parola sia usata per dare voce a chi non ha il privilegio di far sentire le proprie ragioni.” Piovono dal pubblico applausi.

 

 

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