Ermanno Cavazzoni, “L’intelligenza artificiale è imperfetta come l’uomo”

Intervista all'autore del libro “La galassia dei dementi”, un romanzo di fantascienza nel quale l’autore immagina un futuro in cui un’invasione aliena ha distrutto le città
Ermanno Cavazzoni, “L’intelligenza artificiale è imperfetta come l’uomo”

MILANO – L’intelligenza artificiale è un prodotto dell’uomo, e come tale è imperfetta. E’ questo il parere di Ermano Cavazzoni, autore finalista del Premio Campiello 2018 con il libro “La galassia dei dementi”, un romanzo di fantascienza nel quale l’autore immagina un futuro in cui un’invasione aliena ha distrutto le città lasciando dietro solo rovine, robot intelligenti provvedono a ogni cosa e vivono assieme agli esseri umani, rimasti decimati. Abbiamo intervistato l’autore a poche ore dalla serata finale del Premio Campiello.

 

Come hai reagito alla notizia di essere stato scelto per la cinquina del Campiello?

L’ho saputo di sera e dopo sono andato a letto. Se l’avessi saputo prima di pranzo, sarei andato subito dopo a pranzo.

 

La galassia dei dementi è un romanzo dispotico. Ritieni che un uso eccessivo della tecnologia possa portare l’umanità alla deriva?

Il mio è un romanzo di fantascienza, e come tale è un romanzo di fantasia. Non sono un saggista che prevede il futuro, o che può dire come andrà a finire. Avrei potuto immaginare un universo dove tutto andava bene. Ciò è staccato dalle idee che posso avere sul futuro.

 

Tema centrale del libro è l’intelligenza artificiale. Essa rappresenta un alleato o un nemico per l’uomo?

Utilizziamo tutti i giorni l’intelligenza artificiale attraverso internet, il computer. E’ una specie di appendice del nostro corpo, quasi una protesi. Essa ci aiuta, ma nello stesso tempo ci fa arrabbiare, perché spesso funziona male o ci mette in angoscia perché può bloccarsi, avere dei virus, funzionare male, essere imperfetta come tutto ciò che l’uomo fa. Essa è un prodotto dell’uomo, e come tale è imperfetta.

 

Vinci il Campiello, come reagisci?

Mi metterei a posto giacca e cravatta, mi pettinerei e cercherei di apparire contento.

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