Eraldo Affinati, “Nel mio libro racconto gli incontri che mi hanno colpito”

Il docente e scrittore Eraldo Affinati ha recentemente pubblicato il suo ultimo libro "Tutti i colori del mondo", in cui vengono raccontati alcuni importanti incontri della sua vita
Eraldo Affinati,

MILANO – In occasione dell’uscita del suo ultimo libro “Tutti i nomi del mondo“, abbiamo intervistato alla fiera Tempo di Libri Eraldo Affinati, scrittore e insegnante.  Nel libro, suddiviso in 26 capitoli come le lettere dell’alfabeto, vengono raccontati alcuni importanti incontri della vita dell’autore. Ad accompagnarlo in questa impresa c’è Ottavio, un vecchio alunno ripetente

 

Cosa significa per un autore essere presente a una fiera come “Tempo di Libri”?

“E’ un’occasione per guardare negli occhi i miei lettori: quelli che già lo sono o che potrebbero esserlo.”

 

Fondamentale nel tuo ultimo libro “Tutti i nomi del mondo” è l’incontro. C’è stato nella tua vita un incontro che è stato significativo per la tua vita?

“Ne ho individuati 26: quante le lettere dell’alfabeto. E ho cercato di raccontrali nel mio ultimo romanzo. Forse l’incontro più importante è stato quello con Ottavio: l’alunno ripetente al quale diversi anni fa avevo già dedicato uno speciale elogio. In Tutti i nomi del mondo è diventato lui il vero protagonista, visto che accompagna il suo professore commentando in dialetto romanesco  i monologhi dei vari personaggi.”

 

Che  cosa  rappresenta il personaggio di Ottavio, l’alunno?

“E’ quello che, come dire, distribuisce le carte del gioco. L’ho messo fra parentesi. Alla fine sarà proprio lui a darmi la risposta che cerco. Chiunque leggerà il libro, potrà scoprire quale sia.”

 

Quanto di te possiamo trovare nel protagonista del romanzo?

“Il professore è un mio alter ego. Ma anche in tutti coloro che rispondono all’appello c’è molto di me: mi sono scorporato nelle persone importanti della mia vita.”

 

Hai progetti per il futuro?

“Alla ripresa del nuovo anno scolastico pubblicherò un libro per ragazzi dedicato sempre a Don Lorenzo Milani che già era stato al centro del mio “L’uomo del futuro”. Stavolta ho immaginato di raccontare la sua vita a una ideale classe di adolescenti.”

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