Parla il presidente nazionale AIB Associazione Italiana Biblioteche

Enrica Manenti (AIB), ”Con Bibliopride vogliamo far scoprire il valore sociale delle biblioteche”

Demolire alcuni pregiudizi riguardanti le biblioteche, come il fatto di intenderle un lusso non necessario o addirittura istituzioni inutili nell'epoca di internet. E’ questo il senso del BiblioPride...

Il presidente nazionale AIB Associazione Italiana Biblioteche spiega in cosa consiste il BiblioPride e parla dello stato delle biblioteche in Italia

MILANO – Demolire alcuni pregiudizi riguardanti le biblioteche, come il fatto di intenderle un lusso non necessario o addirittura istituzioni inutili nell’epoca di internet. E’ questo il senso del BiblioPride, la Giornata Nazionale delle Biblioteche in programma da domani a Lecce e in tutta Italia, raccontato dalle parole del presidente nazionale AIB Enrica Manenti. Il responsabile dell’Associazione Italiana Biblioteche spiega in cosa consiste il Bibliopride e parla dello stato delle biblioteche in Italia.

Qual è il senso di una giornata interamente dedicata all’orgoglio bibliotecario?
Il senso risiede nel fatto che i bibliotecari italiani hanno deciso che occorreva farsi sentire, assieme ai loro utenti e ai soggetti sociali più sensibili per ricordare o far scoprire il valore sociale delle biblioteche. Ci esponiamo per cercare di demolire alcuni pregiudizi che riguardano l’opinione per cui le biblioteche, come la cultura, sono un lusso, rispondono a bisogni non primari, o quell’altra secondo la quale delle biblioteche non c’è più bisogno perché c’è internet. Non è vero,  visto anche  quello che ci insegnano i casi in cui le biblioteche aiutano con la mediazione dei bibliotecari i cittadini a ricrearsi opportunità lavorative o a districarsi nell’universo piatto e dispersivo delle informazioni sul web. Il BiblioPride vuole da una parte far parlare di biblioteche, segnalare la loro esistenza, invitare chi non le conosce a entrarci, non solo per le iniziative del BiblioPride ma in un giorno qualsiasi della settimana.
 
Perché quest’anno è stata scelta Lecce come centro dell’iniziativa?
La Puglia è una meravigliosa regione, ricca di vitalità culturale e che ha diversi buoni esempi di biblioteche importanti e che funzionano bene. Non è tutto rose e viole perché occorrerebbe sviluppare anche qui e in tutto il Sud sistemi bibliotecari integrati che vedano assieme in una vera cooperazione biblioteche comunali, provinciali, statali, delle Università, scolastiche, private ed ecclesiastiche . La cooperazione tra biblioteche non è solo un modo di risparmiare ma fa fare un vero salto di qualità ai servizi. Lecce in particolare essendo Citta Candidata capitale della Cultura 2019  deve essere spinta anche dalla presenza in città del BiblioPride ad adeguare il suo sistema di biblioteche pubbliche, come del resto deve fare Bari, città che si appresta a diventare area metropolitana.
 
Qual è lo stato di salute delle biblioteche italiane? Quali sono le principali problematiche?
Lo stato di salute generale delle biblioteche va da sintomi di depressione a sintomi di difficoltà a mantenere le funzioni vitali. E’ disperante assistere a tagli su tagli operati sulle biblioteche, ( siamo arrivati in pochi anni, diciamo rispetto al 2007/ 2008, a tagli del 30% – 50% ) tenuto anche conto che l’età dell’oro delle biblioteche italiane non c’è mai stata. Ai tagli sul patrimonio e sui servizi si somma la scarsità di personale professionalizzato. In Italia da diversi anni  non si fanno più concorsi e i bibliotecari che vanno in pensione non vengono quasi mai sostituiti. Le biblioteche statali, storiche e di conservazione si stanno desertificando di competenze indispensabili, quelle delle Università vengono accorpate, alcune chiuse , tagliate nelle dotazioni come le banche dati internazionali che sono indispensabili per la ricerca. Le pubbliche, cioè quelle tipiche comunali arrancano cercando nonostante i tagli di salvare il servizio e le loro performances, ma non riescono a svilupparsi. E invece in un paese in cui la percentuale di cittadini ( da 0 a 99 anni come si dice) che utilizzano le biblioteche è troppo bassa, attorno al 14% di media occorrerebbe fare perno proprio su queste strutture diffuse capillarmente in Italia ( sono circa 6000) . Sarebbe anche indispensabile creare biblioteche dove non ci sono, dovrebbe essere un servizio di base garantito a tutti.

Cosa possono fare i cittadini per sostenere le biblioteche?
Direi per prima cosa provare ad utilizzarle, entrarci ( e anche questo è nello spirito del Bibliopride), sostenerle anche economicamente in quanto il decreto Art Bonus che prevede sgravi fiscali per chi sostiene l’arte e la cultura è valido anche per le biblioteche. Ancora farsi contagiare dall’amore per la lettura,  collaborare alle iniziative della biblioteca, dare una mano.
I cittadini anche hanno un importante ruolo nel richiedere  che le biblioteche siano adeguatamente finanziate e dotate di personale professionale,  i programmi elettorali, almeno questo è il mio pensiero,  si possono giudicare anche da quello che viene proposto per la cultura e per le biblioteche.

3 ottobre 2014

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