anniversari

Doris Lessing, gli aforismi della scrittrice da Premio Nobel

Vinse il Nobel per la Letteratura nel 2007 per essere stata "cantrice dell'esperienza femminile". Ecco gli aforismi della scrittrice britannica
Doris Lessing, cantrice delle donne

MILANO – Doris Lessing (22 ottobre 1919 – 17 novembre 2013), autrice britannica vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 2007 per essere stata “cantrice dell’esperienza femminile che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa”. Ha scritto più di 50 opere, tra cui la più nota è Il taccuino d’oro, considerato un caposaldo della letteratura femminista. Celebre per il suo sarcasmo pungente e per la libertà con cui esprimeva il proprio punto di vista, vogliamo ricordarla con una raccolta dei suoi aforismi più celebri.

 

Felicità? È una parola che, di tanto in tanto, nella mia vita, ho raccolto, ho osservato – ma mai l’ho scoperta sotto le stesse sembianze.

Pensa in modo sbagliato, se vuoi, ma in ogni caso pensa con la tua testa.

Studiare è questo. Improvvisamente si comprende qualcosa che si era capita da tutta una vita, ma da un nuovo punto di vista.

C’è solo un modo per leggere, che è quello di girare per biblioteche e librerie, raccogliendo i libri che vi attraggono e leggendo solo quelli. Lasciandoli da parte quando vi annoiano, saltando le parti che trascinano e mai, mai leggere nulla perché vi sentite in dovere, o perché è parte di una tendenza o di un movimento. Ricordate che il libro che vi annoia quando avete venti o trent’anni aprirà le sue porte per voi quando ne avrete quaranta o cinquanta e viceversa. Non leggete un libro al di fuori del suo momento giusto per voi.

L’uomo ha capito e poi dimenticato che la sua mente, la sua carne, la sua vita e i suoi movimenti sono fatti della materia delle stelle, del sole, dei pianeti.

Se un pesce è la personificazione, l’essenza stessa del movimento dell’acqua, allora il gatto è diagramma e modello della leggerezza dell’aria.

È mai esistita una generazione che non abbia osservato, stupefatta – anche se ormai dovrebbe essere un dato acquisito – gli arrabbiati, i delinquenti e i ribelli della propria gioventù diventare i rappresentanti delle posizioni più moderate?

© Riproduzione Riservata
Commenti