Con “Capolinea Malaussène” Daniel Pennac ha annunciato la conclusione della fortunata saga di Belleville, che lo accompagna sin dalla fine degli anni ’80. Una notizia che segna la fine di un’epoca ma lascia spazio a nuove storie e progetti per l’amato scrittore francese.
L’ultimo capitolo della saga esce proprio oggi in tutte le librerie italiane e si preannuncia come un successo in tutto il mondo, dato che i Malaussène hanno accompagnato milioni di lettori per decine di anni e in molti attendono con ansia questo nuovo capitolo. Andiamo subito a scoprire di più!
“Capolinea Malaussène”, la sinossi
La grande attesa è finita. Dopo Il caso Malaussène. Mi hanno mentito, 120.000 copie vendute, la famiglia più amata di Parigi sta per tornare. La mano di Nonnino si posa sulla testa del ragazzo. “Niente panico, eh? I Malaussène son roba facile. Loro, almeno, sappiamo dove stanno.” Kebir ha un attimo di esitazione prima di chiedere: “Ci vado da solo?”.
Nonnino gli concede il suo sorriso bonario. “No, piccolo, non preoccuparti, ti do tre uomini.” Kebir sente il freddo dell’anello. “Vai tranquillo,” mormora Nonnino. “Quando sei sul posto, poi, ti concentri bene. La cosa importante è il risultato. Li beccate, recuperate la Schoeltzer, e poi…” Nonnino gli ha afferrato l’orecchio. “E poi finisci di far pulizia.” Una pausa. “Li elimini. Tutti e tre. Anche la ragazzina.” Gli tira piano il lobo. “Perché un testimone, Kebir mio, testimonia.”
Chiudere il cerchio
È lo stesso Daniel Pennac a raccontare, in un’intervista a Robinson, il settimanale culturale de “La Repubblica”, i motivi che lo hanno spinto a concludere la saga dei Malaussène con questo ultimo libro:
“Ho iniziato a scrivere la prima storia della famiglia Malaussène nel 1983, quarant’anni fa. Anche se non saprei dire esattamente perché, mi sembra che sia giunto il tempo di mettere fine a quest’avventura.
Le opere hanno una loro temporalità e una loro vita che a un certo punto si esaurisce naturalmente. Avrei potuto continuare a scrivere altri episodi, seguendo le avventure dei personaggi, specie quelle dei nipoti di Benjamin Malaussène, che negli ultimi due romanzi hanno assunto un ruolo centrale. Ma non è più possibile, sento che un ciclo è finito. Forse dipende semplicemente dalla mia età o forse dal fatto che ho voglia di raccontare altre storie con altre forme”.
“Capolinea Malaussène” racconta le avventure dei nipoti di Benjamin, alle prese con le complicazioni nate dal rapimento di un importante uomo d’affari. Si ritrovano, infatti, a dover affrontare una banda di malviventi capitanata da “Nonnino”, descritto da Daniel Pennac come un “demagogo del male”.
Daniel Pennac
Nato il 1° dicembre 1944 a Casablanca da una famiglia di militari di origini corse e provenzali, Daniel Pennac – pseudonimo di Daniele Pennacchioni – è un professore di francese in un liceo parigino che da anni si dedica alla scrittura con risultati originali ed eclettici: romanziere, drammaturgo e persino sceneggiatore di fumetti, Pennac ha messo al centro delle sue opere il valore salvifico della scrittura.
La sua è una bellissima storia d’amore, cominciata quando da piccolo comprende la sua passione per la scrittura nonostante l’ostacolo della dislessia. Decide di intraprendere la professione dell’insegnamento per potersi dedicare senza troppi pensieri alla scrittura, ma ben presto si accorge che anche questo mestiere lo affascina e lo stimola. Così, se dovessimo descrivere Daniel Pennac con poche parole, sceglieremmo senza dubbio “insegnante e scrittore appassionato”.
Nei suoi romanzi più celebri, scritti con uno stile umoristico e surreale, si raccontano le avventure di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio – e della sua numerosa famiglia. La storia è ambientate a Belleville, il pittoresco quartiere di Parigi dove convivono etnie diverse. Pennac ha scritto anche numerose altre opere, fra cui spiccano i saggi dedicati al tema della lettura.