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Dacia Maraini, ”In Italia i problemi riguardano l’editoria, non la letteratura”

DAL NOSTRO INVIATO AL 'TRENTINO BOOK FESTIVAL' A CALDONAZZO – Dacia Maraini, protagonista nel corso della seconda giornata del Trentino Book Festival, ha presentato il suo libro ''La grande festa'', nel quale racconta delle persone che ha amato e dalle quali è stata amata, ed ha analizzato i problemi della realtà letteraria nel Bel paese...

L’autrice de ”La grande festa” presenta il suo libro ed analizza la situazione della lettura in Italia

 

CALDONAZZO (TN) – “Nel passato l’ora della morte veniva considerata un momento di santità, di bellezza ineffabile e di comunione estrema con coloro che rimanevano. Una grande festa…” Un momento che abbiamo perduto, anestetizzato dalla tecnica e dalla massificazione. Ecco allora che l’unico modo per conservare nella mente i ricordi delle persone che si sono state più vicine, bisogna ritornare sui propri passi e ricostruire un luogo “delicato e accogliente”, o almeno questa è l’opinione di Dacia Maraini che nel suo ultimo romanzo intitolato “La grande Festa”, edito da Rizzoli, attraverso il filtro del sogno e del ricordo racconta delle persone che ha amato e dalle quali è stata amata. La presentazione del libro al Trentino Book Festival. L’abbiamo intervistata.

 

Maraini, che ne pensa della realtà letteraria dei giorni nostri? 
Sono rassicurata da una riscoperta dell’impegno, quindi direi che la gioventù di oggi ha riscoperto l’impegno e si sta impegnando intorno ai temi sociali.

 

E i problemi quali sono?
Dal punto vista letterario non ce ne sono, dal punto di vista dell’editoria si, ma è un’altra cosa. È in crisi perché la gente ha meno soldi e compra meno libri oppure perché c’è la concorrenza degli e book, dei libri letti a voce però questo è un fatto esterno alla letteratura.

 

Quali soluzioni si potrebbero trovare?
Qualcosa è possibile fare se si vuole incrementare e favorire la lettura; certo bisogna che ci siano delle leggi che aiutino la lettura e questo vuol dire che sul piano della scuola dovrebbe essere ancora più evidente la lettura, la promozione della lettura. A livello editoriale gli editori dovrebbero avere un minimo di facilitazioni perché se le tasse aumentano e aumentano certo è che per gli editori è molto dura.

 

Parliamo del suo stile di scrittura; come nascono i suoi romanzi?
Non li progetto affatto, i romanzi vengono fuori, sono un po’ misteriosi. La nascita del romanzo è sempre qualcosa di molto profondo, viene dalle esperienze profonde … un libro nasce perché ha voglia di nascere.

 

Nel suo ultimo romanzo, “La grande festa” (Rizzoli 2012), ritorna il tema del ricordo, filo conduttore dei suoi lavori. Qual è la “miccia” che lo ha innescato?
La memoria per me è un tema continuo che tratto sempre, io con la memoria ci lavoro sempre. Queste sono memorie legate alla mia vita perché io parlo di un viaggio fatto insieme con la Callas; ho parlato di lei perché ho parlato di Pasolini e poi mi è venuta fuori anche lei, e comunque ho parlato di persone che sono morte.

 

Nicola Morandi

18 giugno 2012

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