Quattro tazze di tempesta

Come prendere in mano la propria vita dopo i 40 anni

Ce lo speiga Federica Brunini, autrice del libro "Quattro tazze di tempesta". Un libro non esclusivamente per donne, ma molto iconoclasta e rivoluzionario
Come prendere in mano la propria vita dopo i 40 anni

MILANO – E’ possibile trovare l’amore dopo i 40 anni? E’ possibile rifarsi una vita dopo aver conosciuto la propria anima gemella ed averla persa? A queste domande ha voluto rispondere l’autrice Federica Brunini nel libro “Quattro tazze di tempesta”, romanzo che racconta la storia di Viola, un’ex modella alla soglia dei quarant’anni, e delle sue amiche che si ritrovano a condividere ricordi e confidenze intorno ad una pazza di tè. Un libro non esclusivamente per donne, ma molto iconoclasta e rivoluzionario, che spezza diversi tabù riguardanti il rapporto uomo-donna, la maternità, le differenze d’età e altri temi di discussione. Un libro trasversale. Scopriamolo per voce della stessa autrice.

 

Come nasce “Quattro tazze di tempesta”?

La mia intenzione era quella di analizzare le amicizie al femminile, soprattutto in un età come quella dei 40 anni, dove possiamo avere amicizie nuove o storiche, legate all’infanzia. In questo libro ho analizzato anche il tema della vedovanza: la protagonista, Viola, rimane vedova a 33 anni dopo un lungo matrimonio. Nella società di oggi si parla molto di coppie separate, di donne in crisi alla ricerca di un nuovo amore, ma poco delle vedove. La mia domanda di partenza era: perché una donna che ha trovato l’uomo della sua vita dopo la vedovanza dovrebbe cercare un nuovo amore? E’ possibile trovare l’amore a 40 anni? Se si, perché?

 

Cosa significa per una donna affrontare i 40 anni oggi?

La società di oggi ci obbliga a cercare in tutti i modi di preservare la nostra giovinezza attraverso il mantenimento della propria immagine, non focalizzandosi invece su ciò che si guadagna invecchiando. A 40 anni si acquisiscono valori diversi, si è il frutto delle proprie tempeste. Ciò permette di riflettere su cosa si può fare in questo momento della propria vita che non si è ancora fatto, come ottenere il coraggio per andare avanti, senza rinnegare il passato.

 

Come è cambiata l’amicizia al femminile negli ultimi anni?

La tecnologia ci permette di mantenere dei rapporti di vicinanza che in altri contesti avremmo perso. Grazie a Facebook, Whatsapp, Skype, complice il fatto che si viaggia molto di più, è possibile mantenere determinate relazioni nel tempo. L’unico ostacolo di questi mezzi è il fatto di avere meno opportunità di mettersi a disposizione dell’altro, e quindi poter fare introspezione con se stessi: sintetizzare tutto con una foto o con una frase non permette di condividere il vissuto più intimo.

 

La tazza all’interno della trama del libro riveste un ruolo simbolico. Ce lo spieghi?

Le protagoniste del romanzo vivono in un equilibrio che nel corso dello svolgimento della trama tende a spezzarsi, i loro personaggi non sono più quelli immaginati all’inizio del romanzo. Proprio come le tazze di tè, le quali non sono perfette, infrangibili, ma invece hanno delle crepe da ricomporre e rimettere insieme, come tutti noi quando dobbiamo affrontare un cambiamento, che spesso passa attraverso un dolore. Il tè, inoltre, rappresenta il momento della condivisione tra due o più persone, un occasione per fermarsi e confrontarsi di persona. Il tè, per tradizione, è bollente, e ti obbliga a fermarts, a guardarsi negli occhi per dirsi che “miscela” siamo.

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