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Come far apprezzare ai ragazzi i grandi classici della letteratura

Perché i classici della letteratura sono così strettamente attuali da parlare alle generazioni più giovani? Ce lo spiega Guido Lazzaretti, libraio presso la libreria Giunti di Bergamo

Tra i tanti tipi di cliente che si possono incontrare in una libreria, vi è quello che dichiara: “io leggo solo classici della letteratura”. Anzitutto, è difficile ignorare quel pizzico di boria snobistica che spesso accompagna queste parole. Inoltre, in taluni casi, esse si trasformano nell’esordio ad un discorso più ampio, ahimè tristemente noto, sulla “crisi” degli adolescenti. Essi dicono che i giovani non leggono più, non si interessano a niente, che “mi piacerebbe portarlo al cinema o a teatro, almeno fa qualcosa di culturale”. Ecco, quel “fa qualcosa di culturale” è il nocciolo della questione.

Il concetto di cultura

A mio avviso, non c’è modo migliore di far disaffezionare gli adolescenti alla cultura dell’imporre loro l’arte e la storia come “cultura”. Cultura nel senso di qualcosa di utilitario, un insieme di astratte nozioni che devi conoscere per essere “migliore”, un orpello della personalità, un fronzolo del proprio linguaggio. “Cultura”, in ultima analisi, come il bene contro il male (dove il male, guarda caso, è sempre rappresentato da tutto ciò che agli adolescenti è più vicino, serie tv, social, musica, abbigliamento ecc.).

La storia dell’uomo

Per me è impossibile rimanere indifferenti al passato, alla letteratura e all’arte. Il substrato del passato è lo stesso di cui siamo fatti noi oggi. La condizione umana – questo ritrovarsi qui ad un dato momento, non si da dove né perché, certi che tra non molto dovremo levare gli ormeggi -, è la stessa, immutata, da migliaia di anni a questa parte. Pertanto, la storia dell’uomo e delle arti non andrebbero spacciate, banalizzandole, come “cultura” – concetto vuoto e tronfio -, ma andrebbero raccontate nel loro significato umano più profondo. Come un lungo cammino che, da un lato, ha rappresentato una lotta titanica per elevarsi dal fango, e dall’altro ha costituito il tentativo di scendere e scandagliare gli abissi della condizione umana, per poi tornare in superficie e fare di questa esperienza un patrimonio comune.

I sentieri della letteratura

Si racconti del dramma esistenziale di Van Gogh, di quando un cuore ardente come Ovidio fu costretto all’esilio, del sentimento di Dante, del viaggio in incognito dello zar Pietro I in Europa per studiare il mondo occidentale, del genio incontenibile di Leonardo, che la vastità di interessi e di ricerche condannò spesso all’incompiutezza. Si parli del desiderio di onniscenza di Faust, della vendetta e del perdono nel Conte di Montecristo, delle velleità romantiche della signora Bovary, della battaglia visionaria di Don Chisciotte; delle Rivoluzioni, le quali hanno spezzato catene di secolari schiavitù, ponendo le basi del mondo in cui viviamo.

Attraverso questi sentieri della letteratura e dell’arte, una delle più affascinanti scoperte che potrà capitarci sarà, come canta De Gregori, di apprendere che “La storia siamo noi”. Si scoprirà che dentro ognuno di noi rivivono, mai sopite, tutte le epoche e gli uomini del passato.

Guido Lazzaretti

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