Come cambia la nostra capacità di leggere nell’era del digitale

Leggere nell'era digitale che cambiamenti implica? Numerosi studi sono giunti alla conclusione che il nostro livello d'attenzione è basso
Come cambia la nostra capacità di leggere nell'era del digitale

MILANO – Guardiamoci intorno: tutti sono piegati e ingobbiti su dispositivi digitali. I piccolini, che a malapena camminano, si calmano con i tablet, i bambini in età scolare leggono delle storie sugli smartphone, mentre i ragazzi più grandi non leggono proprio e trascorrono molto tempo su videogiochi. Gli adulti invece, se leggono, lo fanno su i kindle oppure scrollano ossessivamente email. Leggiamo ormai solamente su dispositivi digitali: il cartaceo lo consideriamo poco. Ma cosa è cambiato passando da un mondo fatto di carta stampata a un mondo di schermi e luci blu? È innegabile che il nostro modo di pensare e di recepire le informazioni sia cambiato, ma quali sono gli effetti?

Un cambio di lettura

Come il lavoro dei neuroscienziati dimostra, 6000 anni fa il nostro cervello ha sviluppato una certa capacità di alfabetizzazione secondo cui informazioni semplici potessero essere decodificate e comprese. Con il passare del tempo, il nostro cervello ha imparato a decifrare informazioni ben più complessi come libri interi. Questa nostra capacità di lettura generò in noi importanti processi intellettuali ed affettivi, come il ragionamento analogico, l’empatia, lo spirito critico e il potenziamento delle intuizioni. I ricercatori però avvertono che queste capacità correlate al leggere possano essere minacciate dalla lettura su piattaforme digitali. Non si tratta di una guerra tra cartaceo e digitale, ma, come la studiosa Sherry Turkle scrisse, l’errore non si riscontra nel digitale, perché si tratta sempre di un’evoluzione, ma nel dimenticare quello che avevamo acquisito prima del grande passaggio tecnologico. Ogni cambiamento, come quello che comportò l’invenzione della stampa da parte di Gutenberg, comporta una rivoluzione, ma non bisogna dimenticare ciò che abbiamo cambiato.

La lettura veloce e multi-tasking

Se la maggior parte dei nostri media è veloce, volta al multi-tasking e ricca di informazioni, anche la lettura su questi dispositivi avrà le stesse caratteristiche.
Patricia Greenfield, psicologa della UCLA, scrive che gli effetti di queste nuove caratteristiche siano una lettura meno profonda e di conseguenza un minore sviluppo dell’empatia, dello spirito critico e tutte quelle abilità indispensabili per leggere a qualsiasi età. L’insegnante di letteratura inglese Mark Edmundon descrive come molti studenti del liceo evitino i classici della letteratura del XIX e XX secolo perché non hanno più pazienza per decifrare e comprendere testi complicati.
Molti studi mostrano che lo schermo possa essere la causa di una varietà di problemi legati alla comprensione di testi. La psicologa Anne Mangen in Norvegia ha studiato come gli studenti fruiscono dello stesso contenuto attraverso diversi media: prendendo in considerazione un campione di studenti, ha deciso che la metà dovesse leggere un romanzo in versione cartacea, mentre l’altra metà dovesse leggere lo stesso romanzo in versione digitale. L’esito dell’esperimento dimostrò come leggere su carta stampata facili la comprensione. Quindi si può pensare che la lettura su piattaforme digitali sia poco approfondita perché non siamo concentrati e quindi non abbiamo il tempo per capirlo a fondo.

Il bombardamento da informazioni

Questo problema, come già detto in precedenza, non tocca soltanto le fasce d’età più basse, ma riguarda tutti. Infatti la maggior causa della nostra incapacità di leggere in modo approfondito è rappresentata dal costante bombardamento di informazioni, che fa in modo che il nostro livello di attenzione e di concentrazione si abbassi e che siamo anche durante la lettura frenetici e nervosi.
Abbiamo dunque bisogno di costruire un nuovo modello cognitivo: dobbiamo capire come sviluppare lo stesso livello di attenzione sia sui media più tradizionali, che su quelli digitali.
È molto importante: la capacità dei cittadini di una democrazia di provare altre prospettive e discernere la verità, la capacità dei nostri figli e nipoti di apprezzare e creare la bellezza, e l’abilità di trascendere la nostra quantità di info per raggiungere la conoscenza e la saggezza necessarie per contribuire a fondare una buona società.

Via: The guardian

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