Classici della letteratura come “Il Signore degli Anelli” , “Romeo e Giulietta” e “Oliver Twist” hanno una cosa in comune: sono tutti ambientati in un mondo dove la tecnologia moderna non esiste. Smartphone, social media e internet non erano ancora nati, ma cosa sarebbe successo se i personaggi letterari avessero avuto a disposizione i social network o semplicemente gli smartphone o internet?
Vi siete mai chiesti come sarebbe finita la tragedia di Romeo e Giulietta se i due amanti avessero potuto scambiarsi un messaggio su WhatsApp? O come avrebbe gestito il suo isolamento il naufrago Robinson Crusoe se avesse avuto una connessione satellitare? Ecco come la tecnologia avrebbe riscritto i classici della letteratura.
I classici ai tempi dei social network: come sarebbe cambiata la vita degli eroi della letteratura con l’avvento della tecnologia
La letteratura è fatta di attese, malintesi, viaggi infiniti e incontri fortuiti: tutti elementi che la tecnologia moderna rischia di spazzare via in un clic. Grazie anche ad alcune illustrazioni tratte dal sito flipsnack, scopriamo come il mondo digitale avrebbe trasformato le trame dei nostri libri preferiti, tra ironia e riflessione sociologica.
Giulietta, Romeo e le “spunte blu”
Nel capolavoro di Shakespeare, il fulcro del dramma è un messaggio mai consegnato. Se Giulietta avesse potuto inviare un rapido “Hey, sto solo fingendo la mia morte, non fare colpi di testa!” a Romeo, l’epilogo sarebbe stato decisamente meno funesto. Tuttavia, immaginate l’ansia da “spunta blu”: Romeo vede il messaggio ma non risponde subito perché è impegnato a fuggire da Verona.
La tragedia si sposterebbe sul piano psicologico: “Perché non risponde? È online ma non mi scrive!”. Forse, oggi, Giulietta avrebbe cercato il vero amore direttamente su Tinder, filtrando i pretendenti per “famiglie non nemiche” e risparmiandosi un sacco di problemi.
Il piccolo bruco Maisazio alle prese con Just Eat
Il piccolo bruco Maisazio, protagonista del libro di Eric Carle dal titolo omonimo, ha un lavoro semplice, ma faticoso: trasformarsi in farfalla. Maisazio ha bisogno di mangiare continuamente. Pensate quanto sarebbe stato felice se avesse potuto utilizzare un’app come Glovo o Just Eat per ordinare cibo e farselo consegnare a domicilio! Come dice nell’immagine, “Sono ancora affamato“!
Oliver Twist e le recensioni su TripAdvisor
Il povero Oliver, nella mensa dell’orfanotrofio, chiede: “Per favore, signore, ne vorrei ancora”. OGgi, Oliver non avrebbe chiesto al dispotico signor Bumble, ma avrebbe scritto una recensione ferocissima su TripAdvisor denunciando le condizioni igieniche e la scarsità delle porzioni. Una “shitstorm” mediatica avrebbe costretto l’istituto a chiudere nel giro di 24 ore, trasformando Oliver in un attivista per i diritti dei minori su TikTok.
Willy Wonka avrebbe potuto trovare ispirazione su Pinterest
Eccentrico? Sì. Creativo? Non così tanto. Conoscendo Willy Wonka avrebbe sicuramente preso molti spunti creativi da Pinterest! Nell’immagine Willy si convince del fatto che “Non è rubare se l’ho trovato su Pinterest” (“Charlie e la fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl)
Il giovane Holden su X (Twitter)
Holden Caulfield, il protagonista de “Il giovane Holden” di J.D. Salinger, è il prototipo dell’adolescente incompreso e critico verso il mondo “falso” degli adulti. Oggi, Holden sarebbe probabilmente un influencer nichilista su X (Twitter). Passerebbe le giornate a postare thread al vetriolo contro i “phony” (i falsi), raccogliendo migliaia di retweet da parte di altri giovani disillusi. La sua celebre frase “Chi vuole dei followers quando sei morto? Nessuno!” diventerebbe un meme virale, mentre lui continuerebbe a lamentarsi della tecnologia… usando lo smartphone.
Il leone Aslan alle prese con Instagram
Quali sono le foto più apprezzate su Instagram? Quelle che ritraggono cibo o gatti. Il leone de “Le Cronache di Narnia” di Lewis ne avrebbe sicuramente approfittato per aumentare la sua notorietà.
Il bianconiglio e il suo nuovo amico: Uber
“È tardi, è tardi!”. Il povero Bianconiglio di “Alice nel Paese delle Meraviglie” vive in uno stato di ansia perenne da ritardo. Se avesse avuto l’app di Uber, avrebbe potuto prenotare una corsa in anticipo, monitorando l’arrivo dell’auto in tempo reale. Forse Alice non lo avrebbe mai rincorso nel buco, perché il Bianconiglio sarebbe sfrecciato via su una berlina nera, lasciando la protagonista a scorrere annoiata il feed di Instagram sotto l’albero.
E se Frodo avesse avuto Google Maps?
Ne “Il Signore degli Anelli”, il viaggio verso il Monte Fato è lungo, tortuoso e pieno di deviazioni pericolose. Se Frodo avesse avuto Google Maps, avrebbe potuto selezionare l’opzione “percorso più veloce” (evitando magari i passi montani infestati da ragni giganti) o controllare le recensioni su Tripadvisor per le locande di Brea: “Pessimo servizio, troppi Spettri dell’Anello, 1 stella”. Con un localizzatore GPS condiviso, Sam avrebbe potuto monitorare la posizione di Frodo in ogni momento, rendendo la missione un’operazione logistica impeccabile, ma decisamente meno epica.
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Robinson Crusoe e il Digital Detox forzato
Se Robinson Crusoe avesse avuto un telefono satellitare, il romanzo sarebbe durato dieci pagine. Una chiamata ai soccorsi e via, verso casa. Ma se la batteria si fosse scaricata? Immaginiamo un Crusoe moderno che cerca disperatamente di catturare un segnale Wi-Fi sulla cima di una palma per postare le foto dei suoi pasti a base di cocco su Instagram. Il “venerdì” non sarebbe più un compagno di sopravvivenza, ma il social media manager incaricato di scattargli i “POV: naufrago ma con stile”.
Sherlock Holmes e il Crime Online
Il detective di Baker Street non avrebbe più bisogno di travestimenti complicati. Per risolvere un caso, gli basterebbe analizzare i metadati delle foto dei sospettati o monitorare i loro spostamenti tramite i tag su Facebook. “Elementare, Watson: il colpevole ha postato una storia al ristorante proprio nell’ora del delitto, ma il riflesso nel cucchiaio rivela che si trovava altrove”. Watson, dal canto suo, avrebbe un blog di True Crime di enorme successo, con tanto di podcast settimanale ai primi posti delle classifiche.
I grandi classici avrebbero riscritti oggi avrebbero avuto lo stesso successo?
Sebbene la tecnologia avrebbe reso la vita dei personaggi molto più semplice, avrebbe anche ucciso la magia della narrazione. I grandi conflitti letterari nascono dall’assenza, dal silenzio e dall’ignoto. Internet accorcia le distanze, ma la letteratura ha bisogno di quello spazio vuoto per far fiorire l’avventura. Forse, dopotutto, è meglio che Romeo non avesse il 5G.








