LIBRI - Letteratura e cibo

Cibo e letteratura, ecco le più belle scene di pranzi e cene raccontate nei libri

Quando ritroviamo il cibo nei libri, ad esso quasi sempre è associato un secondo significato. Come le madelaine per Proust che rappresentavano un ritorno al passato, i piatti tipici della tradizione descritti da Camilleri...

MILANO – Quando ritroviamo il cibo nei libri, ad esso quasi sempre è associato un secondo significato. Come le madelaine per Proust che rappresentavano un ritorno al passato, i piatti tipici della tradizione descritti da Camilleri che ti accompagnano nella sua adorata Sicilia, oppure le pietanze cucinate da Emerenc (il personaggio del romanzo La Porta di Magda Szabò) nel “piatto dell’amicizia”, che simboleggia l’aiuto e la solidarietà nei confronti delle persone che la circondano. Bookriot recentemente ha elencato alcune delle scene più belle dove per l’appunto si parla di cibo, facendolo diventare il focus dell’intera azione.

Molto spesso, quando nei libri troviamo il cibo, o più precisamente l’atto di consumare il pasto, è occasione per l’autore di umanizzare il suo personaggio nato dalla mera fantasia del suo genio creativo. Il sorriso di un personaggio o un dialogo acceso dice tanto quanto una tavola imbandita. Siccome ci troviamo in prossimità delle feste natalizie, periodo in cui a farla da protagonista è la convivialità con il mangiare e i cibi tipici della tradizione locale diventano protagonisti – insieme alla nascita del Bambin Gesù e all’anno che arriva -, di seguito elenchiamo alcuni autori che sono stati particolarmente bravi nel descrivere le scene (più o meno brevi) di banchetti.

Honey, Olives, Octopus – Christopher Bakken. Vi ritroverete anche voi sulle colline della Grecia ad assaporare le olive di questa magica terra. Le scene del banchetto sono molto comuni nella narrativa di Bakken, ma in questo libro in particolare vuole rendere evidente quanto questi piatti siano lontani dalla cultura americana, come il polipo oppure l’uso dell’olio di oliva, rendendolo uno dei migliori libri che parlano di viaggi.

Un vampiro tra i limoni – Karen Russel. In questo libro non si spendono tantissime parole nella descrizione del banchetto, ma è un elemento che ricorre spesso. In particolare Karen Russel vuole sottolineare le differenze nell’atto del consumare il cibo delle ragazze lupo.

La casa tonda – Louise Erdrich. Questo è un libro che offre molti momenti dove si mangia; come ad esempio quando il protagonista riflette sulla madre che ha subito delle violenze. L’atto del mangiare e il cibo in sé in questo caso aiuta il lettore a meglio comprendere i personaggi. Significativo il whisky in tavola che viene condiviso dai commensali.

Chocolat – Joanne Harri. Non si poteva escludere questo romanzo dove il cibo, o meglio il cioccolato, è il protagonista assoluto.
Il cibo descritto dalla Harri è sublime, i suoi piatti sono raccontati in maniera tale da affascinare il lettore lasciando in secondo piano tutta l’azione che appare sfumataì; anche Johnny Depp sembra essere trasparente quando sulla scena entrano queste meravigliose leccornie al cioccolato.

Serena – Ron Rash. Strano incontro tra dei boscaioli e una subdola hostess… ma il cibo, e la descrizione dei pasti per le persone delle diverse classi sociali permetteno di avvicinarci alla comprensione della vita che conducono questi personaggi.

Wild – Cheryl Strayed. Il cibo deve avere un sapore migliore quando sei sul Pacific Crest Trail e sei davvero affamato. Questo tipo di scene svegliano il lettore con una descrizione così vivace da fargli sentire i morsi della fame e insieme ai personaggi riesce quasi ad assaporare la soddisfazione nel nutrirsi.

Portami a casa – Jonathan Tropper. Il romanzo di Tropper è pieno di pesanti fardelli e cuori infranti i cui dolori si accentuano nell’atto del convivare. Fantastico il sense of humor dell’autrice.

Queste sono solo alcune delle scene di banchetto presenti nella letteratura. Alcune hanno un forte impatto sul lettore come quelle sopra descritte, altre è facile scivolarci sopra senza attribuirgli alcuna importanza, altre ancora invece… sono descritte in un modo favoloso!

Eleonora Ferrante

7 dicembre 2014

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