LIBRI - Il volume scritto con le storie dei carcerati di Opera

”Chiudendo gli occhi”, quando i sogni in carcere diventano un libro

Raccogliere in un'antologia le testimonianze di chi ha raccontato il sogno come esperienza per andare oltre le barriere imposte dalla Casa di Reclusione. Con questo obiettivo è nato 'Chiudendo gli occhi…antologia sul sogno'...

Oggi pomeriggio a Milano sarà presentata una raccolta di testimonianze sul sogno come elemento fondamentale per superare i limiti della detenzione e sulla scrittura come occasione di riscatto sociale

 

MILANO – Raccogliere in un’antologia le testimonianze di chi ha raccontato il sogno come esperienza per andare oltre le barriere imposte dalla Casa di Reclusione. Con questo obiettivo è nato ‘Chiudendo gli occhi…antologia sul sogno‘, il libro curato da Barbara Rossi e Duccio Demetrio scritto dalle persone detenute nel carcere di Opera, che viene presentato oggi, alle ore 18, presso Ariele (l’Associazione italiana di psicosocioanalisi di via Montepulciano, 11 – Milano).

 

LA SCRITTURA COME MEZZO PER SOGNARE – “Il viaggio che insieme abbiamo intrapreso nel carcere di Opera, scrivendo sogni sfuggiti all’oblio del mattino, ha visto scaturire i sogni di uomini tra le sbarre in un luogo che ne è privo, che li uccide, che li deforma – ha scritto Demetrio nella sua prefazione – Li ammutolisce, perché troppo i sogni sono strettamente connessi alla vita che andiamo vivendo. Se questa non può essere sognata nella libertà, nel lavoro, nella onestà, è una vita che rinuncia a cercarsi. Lentamente spegnendosi e mutando la vitalità del sognare in un annuncio di morte. Dove però la scrittura, se amata, se perseguita, se ci muta essa stessa in un sognare, può condurci verso un diverso risveglio, in un’attesa meno infelice che più non spaventi. Questa è la storia di un gruppo di uomini che ora sanno sognare con minor sofferenza, perché i loro sogni li hanno – per merito loro – trasformati in parole da donare ad altri, e senza più vergogna”.

 

LEGGERE LIBERA-MENTE – Alla presentazione parteciperanno, oltre ai due curatori, alcuni ex detenuti protagonisti dell’antologia. In occasione dell’incontro sarà illustrato anche il progetto “Leggere Libera-Mente”, attivo da diversi anni nella Casa di Reclusione di Opera, proposto e curato dall’associazione Cisproject-Leggere Libera-Mente, associazione culturale che si propone di favorire il reinserimento nella cosiddetta società civile. Il progetto si occupa di biblioterapia con le persone detenute attraverso la lettura, la scrittura creativa, poetica, autobiografica, giornalistica.

 

LA LETTERATURA RENDE LIBERI – “Crediamo che scrivere e leggere siano una grande opportunità di crescita personale -dichiara Barbara Rossi – In occasione della presentazione dell’antologia metteremo a disposizione anche altri libri realizzati con i corsisti detenuti, nonché le agende Scarcerande 2015, che contengono aforismi di notevole acume. Pensiamo abbiano un valore capace di travalicare gli aspetti letterari, pur molto interessanti, proprio per lo spirito di riscatto che li caratterizza”.  “Il nostro corpo è fatto di materia, è reale. Ma noi non siamo solo il nostro corpo. Ogni volta che consideriamo la nostra vita solo come corpo o materia è come se dormissimo. La verità è anche altro e per scoprirla dovremmo riuscire a svegliarci da questo sonno” (dalla prefazione di Duchini e Rossi). L’invito, quindi, non riguarda solo il mondo del carcere, ma ognuno di noi.

 
12 dicembre 2014
 
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