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la storia

Chiara Trevisan, l’Artista di strada che leggeva le storie ai passanti

Riceviamo la testimonianza di Chiara Trevisan, l'Artista di strada e lettrice “vis à vis” che, con una bici e un carrettino pieno di libri, porta la lettura tra le persone e che oggi non può più farlo

“L’importante non è avere tutto in testa,
ma sapere dove andare a trovarlo”
(Juan Villoro)

Questa la citazione che leggevano i miei potenziali ospiti, scritta su una lavagna, quando mi incontravano sul loro cammino.

Sono (ero) un’Artista di Strada

Porto nello spazio pubblico l’opportunità di una relazione attraverso la letteratura. Un incontro uno-a-uno, in cui si intrecciano un gioco, una conversazione e una lettura su misura.

Come Lettrice Vis à Vis dal 2013 mi offrivo in strade, piazze, festival, fiere letterarie e case come mezzo di comunicazione fra le idee dei miei ospiti e le pagine letterarie che offrissero una prospettiva inaspettata e nutriente sulle questioni.
Lo spazio pubblico era il mio principale luogo di lavoro, per due ragioni: l’opportunità di farmi trovare da chi non mi stava cercando, e la possibilità di leggere il mondo, indagarlo, comprenderlo dal vivo, senza altro filtro che il mio punto di osservazione.

Chi mi incontrava entrava in uno spazio unico, protetto, governato dalla sospensione del giudizio e dal puro interesse reciproco. Ogni ospite esplorava un personale Catalogo di Idee (citazioni, frasi mie, parole chiave) e sceglieva gli elementi che più si accordavano con il personale sentire. Mi proponeva una macro questione che poi approfondiva attraverso commenti e suggestioni. Io ascoltavo, gran parte del mio lavoro è questo.

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Raccogliendo informazioni, costruendo connessioni e lasciando che nella mia mente tutto ciò si disponesse in un disegno coerente, per poi scegliere e leggere una fra le pagine dei moltissimi libri che portavo con me. Quella giusta. A volte si trattava di sostenere un’idea, altre di proporre una contraddizione, altre ancora di suggerire un’angolazione imprevista per poter continuare a lavorare sulla domanda. Con ogni persona accadeva qualcosa di diverso, giacché diversa è ogni persona.

Sono (ero) un’Artista di Strada anomala. Seduta nel mio salottino, interamente contenuto in un carretto attaccato alla bici, circondata di libri, sfidavo silenziosamente il pregiudizio che vuole la letteratura un’occupazione per pochi privilegiati. Per coloro che hanno tempo, hanno istruzione, hanno allenamento. Le brevi pagine, i frammenti, selezionati in una libreria assolutamente contemporanea ed eterogenea , con me diventavano qualcosa di personale. Di strettamente legato al vissuto e all’emozione del mio ospite. Di accessibile, a tutti, perché vincolato unicamente alla relazione. Il luogo in cui trovare ciò che non necessariamente bisogna avere già nella propria testa.

Sono un’Artista di Strada.
O meglio, ero un’Artista di Strada.

Sono costretta a usare l’imperfetto (spero non il passato remoto). Adesso il mio orizzonte si è fatto piccolo piccolo. Lo spazio in cui posso affacciarmi è solo quello digitale. Quasi sempre una comunicazione tronca, un’emissione senza relazione. Un assenza di quel vincolo imprescindibile che è la condivisione di uno stesso spazio e tempo.

Lo spettacolo dal vivo, fra vivi, è proibito. Non c’è protocollo di sicurezza che tenga, pare. E, dopo un anno, sembra non vi sia quasi più la necessità di parlarne.
La piazza è vuota, le strade sono restituite esclusivamente allo shopping, l’unico spettacolo consentito è la messa (ma non in scena).

Non mi potete più incontrare, se non cercandomi nel privato di una skype. Non potete più inciampare in me. O in nessuno degli altri Artisti che si sono messi fino a ieri sul vostro cammino. Non potete assaggiare una possibilità inaspettata, diversa da quelle che avevate programmato.

E io non posso più leggere. Per voi, ovvio. Ma anche leggere voi, e il mondo che mi circonda.

Anche per me, che ho sempre dato maggior valore alle domande che alle risposte, è inaccettabile che siano rimaste solo quelle.
Ve ne siete accorti? Vi manca?

Chiara Trevisan / La Lettrice Vis à Vis

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