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L'opera

Chi sono oggi “I miserabili” raccontati da Victor Hugo nel 1862

Considerata l’opera di importante dello scrittore francese, “I miserabili” diedero voce agli ultimi. Le stesse storie, oggi, possiamo trovarle nella nostra società.

Ricordiamo in questa giornata uno tra i più grandi scrittori francesi di sempre. Victor Hugo, nato il 26 Febbraio 1802 a Besançon e morto il 22 Maggio del 1885 a Parigi, fu un’importante figura nella società parigina dell’epoca. Il suo grande contributo politico e culturale lo videro, tra le altre cose, “responsabile” del salvataggio dal degrado della celebre cattedrale con la pubblicazione dell’omonimo romanzo “Notre Dame de Paris”.

Il capolavoro de “I Miserabili” e la sua forte attualità

Romanzo storico pubblicato nel 1862 “I Miserabili” ebbe una produzione lunghissima, la prima bozza che conosciamo risale al 1843 ma venne conclusa solo durante gli anni dell’esilio ed ebbe un enorme successo. Si tratta di un romanzo storico in quanto viene ripercorsa la storia della Francia nella Parigi post – restaurazione coprendo il periodo che va dal 1815 al 1833. “I Miserabili” racconta le drammatiche vicende di vittime della società che troppo spesso erano riconosciute come delinquenti. La storia è articolata e complessa, ci sono diversi personaggi e hanno tutti una vita che vogliono riscattare. I protagonisti si trovano in situazioni tragiche e sfortunate per cause esterne che li portano ad agire in modo sbagliato agli occhi delle altre persone. Per questo sono chiamati miserabili, perché vivono nella miseria. Oggi vediamo le loro storie replicarsi, l’attualità di questo romanzo vive nella disperazione dei migranti, che siano nel Mediterraneo, in Messico o nel Myanmar. La vediamo nella scia di povertà causata dal Coronavirus, di chi, come Fantine, ha perso il lavoro. Tutti dovremmo leggere “I Miserabili” o almeno provarci, per tornare ad essere un po’ più umani.

 

La vita e la carriera

Considerato il padre del romanticismo, Hugo vide l’inizio del successo della sua carriera letteraria nel 1830 quando pubblicò la prima delle due opere teatrali, “Hernani” e l’anno successivo il celeberrimo romanzo “Notre Dame de Paris”. Nel 1848 venne eletto come deputato dell’Assemblea costituente, ma il colpo di Stato del 1851 lo costringerà all’esilio che durerà fino al 1870. In questi anni la produzione letteraria fu particolarmente prolifica. Rientrerà in Francia solo con la proclamazione della Repubblica. Il suo ritorno in patria fu trionfale, Hugo era ormai famoso in tutto il mondo. Quando morì esposero la sua salma per un’intera notte sotto l’Arco di Trionfo e vegliata da dodici poeti. Oggi è sepolto al Panthéon insieme ad Alexandre Dumas ed Émile Zola.

 

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