I classici del Novecento perdono i diritti d’autore

Dal 1 gennaio 2019 i classici del Novecento si possono leggere liberamente perché perdono i diritti d'autore e diventano di dominio pubblico
I classici del Novecento perdono i diritti d'autore

MILANO – Dal 1 gennaio 2019 si verifica una grande cambiamento nel mondo dell’editoria: i classici del Novecento diventano di dominio pubblico poiché perdono i diritti d’autore. Questo è dovuto alla scadenza della proroga di vent’anni del diritto d’autore approvata nel 1998 dal Congresso Americano.

Le conseguenze

Questo cambiamento produrrà una serie di ripercussioni nel mondo del libro e dell’editoria in quanto si potrà accedere alle opere più facilmente e in modo più immediato, senza vincolo dell’acquisto, in rete principalmente, ma d’altro canto aumenta il rischio di quello che un tempo veniva definito, in questi casi, plagio. Le opere degli autori novecenteschi corrono il pericolo di essere trascritte, riprodotte e stampate, senza essere penalizzati dalla legge.

Alcuni degli autori in pericolo sono Agatha Christie, Charlie Chaplin con il suo Il pellegrino, Marcel Proust e Thomas Mann.

In Italia

In Italia da quest’anno perdono i diritti d’autore le pubblicazioni degli scrittori morti nel 1948. In una situazione di crisi come quella dell’editoria italiana, un cambiamento del genere non può che dichiararsi come un’ancora più grave sconfitta. Si esprime così Riccardo Franco Levi, presidente dell’AIE (Associazione Italiana Editori): “Una grande occasione mancata e di una sconfitta alla cultura, ancor prima che politica”, considerando come colpevoli o colluse le multinazionali del web, che possono trarre solo beneficio da tale situazione.

Via: TPI

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