Ci sono oggetti che attraversano il tempo senza perdere forza simbolica. Non perché restano uguali, ma perché cambiano insieme a noi. La borsa è uno di questi. Non è solo un accessorio funzionale né soltanto un elemento di stile: è un contenitore di storie, di desideri, di ruoli sociali, di potere e di appartenenza. In “Borse The essentials” la moda smette di essere superficie e diventa racconto culturale, archivio visivo e strumento per leggere il Novecento e il presente.
Il libro non chiede al lettore di conoscere la moda, né di amarla in modo acritico. Chiede invece di guardarla con attenzione, perché dentro una borsa possono convivere emancipazione femminile, capitalismo, artigianato, celebrità, consumo e mito. È un testo che invita a rallentare, a osservare e a riconoscere quanto un oggetto apparentemente semplice abbia contribuito a costruire immaginari collettivi potentissimi.
“Borse” Quando un accessorio diventa linguaggio
“Borse The essentials” rappresenta un invito alla profondità. A guardare gli oggetti come portatori di memoria e significato. A riconoscere che dietro una borsa non c’è solo stile, ma una storia collettiva fatta di corpi, desideri, trasformazioni sociali.
È un libro che parla a chi ama la moda, ma anche a chi ama leggere il presente attraverso i suoi simboli. E soprattutto a chi crede che la cultura non abiti solo nei grandi eventi, ma anche negli oggetti che scegliamo ogni giorno.
In “Borse. The essentials” Lucia Savi costruisce una vera e propria mappa culturale delle borse più iconiche della storia recente. Il libro si presenta come un volume riccamente illustrato, ma la sua ambizione va oltre l’estetica. Ogni modello diventa il punto di partenza per raccontare un’epoca, un cambiamento sociale, una trasformazione del modo di abitare il corpo e lo spazio pubblico.
La Dionysus di Gucci, la Birkin di Hermès, la Baguette di Fendi e molte altre non vengono trattate come feticci del lusso, bensì come oggetti carichi di senso. La borsa entra nella vita quotidiana quando le donne iniziano a muoversi da sole, a lavorare, a viaggiare, a occupare luoghi che prima non erano pensati per loro. Cambia dimensione, struttura, funzione. Diventa più grande, più pratica, più visibile. E nello stesso tempo più desiderabile.
Il libro riesce a tenere insieme due livelli che spesso nella divulgazione sulla moda restano separati. Da una parte l’accuratezza storica, con riferimenti precisi a stilisti, maison, momenti chiave dell’evoluzione del design. Dall’altra la capacità narrativa di mostrare come questi oggetti abbiano inciso sull’immaginario collettivo, fino a diventare simboli riconoscibili anche per chi non segue la moda.
Di cosa parla davvero questo libro
“Borse The essentials” non parla solo di borse. Parla di identità. Parla di come scegliamo di mostrarci al mondo e di cosa decidiamo di portare con noi. Ogni capitolo mette in luce il legame profondo tra accessorio e biografia, tra stile e vita reale.
Una borsa racconta una postura, un modo di camminare, un’idea di eleganza ma anche di autonomia. Racconta il rapporto tra corpo e oggetto, tra intimità e visibilità. In questo senso il libro dialoga con la storia sociale e culturale più di quanto possa sembrare a una prima occhiata.
Lucia Savi evita il tono celebrativo e sceglie invece una scrittura chiara, accessibile, ma mai semplificata. Il lettore viene accompagnato a riconoscere le stratificazioni simboliche di questi oggetti, dal ruolo delle celebrity nella costruzione del mito fino alla relazione tra moda e industria culturale. La borsa diventa così una lente attraverso cui osservare il desiderio, il consumo e la costruzione del prestigio.
Un oggetto che racconta il nostro tempo
Uno degli aspetti più interessanti del libro è la sua capacità di restituire la complessità del presente. Le borse iconiche non sono solo reliquie del passato recente, ma continuano a essere rielaborate, citate, reinventate. Cambiano materiali, cambiano strategie di comunicazione, cambiano i corpi che le indossano.
Il volume mostra come il concetto stesso di lusso si sia trasformato, passando dall’esclusività silenziosa alla visibilità mediatica, dalla durata alla circolazione continua delle immagini. In questo senso “Borse. The essentials” è anche un libro sullo sguardo contemporaneo, sul modo in cui il valore si costruisce attraverso la ripetizione, il riconoscimento e il racconto.
Non manca una riflessione implicita sul rapporto tra moda e potere. Possedere una borsa iconica significa spesso accedere a un codice, a un linguaggio condiviso, a una forma di riconoscimento sociale. Il libro non giudica, ma invita a interrogarsi. Perché desideriamo certi oggetti? Perché alcuni diventano eterni e altri scompaiono?
Chi è l’autrice del saggio
Lucia Savi è una giornalista e divulgatrice specializzata in moda e cultura visiva. Il suo lavoro si distingue per la capacità di coniugare rigore informativo e attenzione narrativa, evitando sia l’approccio puramente tecnico sia quello puramente celebrativo. In “Borse. The essentials” questa doppia competenza emerge con chiarezza, rendendo il libro adatto sia a chi studia moda sia a chi è semplicemente curioso di capire cosa si nasconde dietro un oggetto iconico.
Un libro da leggere e da osservare
Questo non è un volume da sfogliare distrattamente. È un libro che chiede tempo, sguardo, attenzione. Le immagini dialogano con il testo e non lo sostituiscono. Ogni fotografia diventa un documento, ogni dettaglio una traccia da interpretare.
“Borse. The essentials” riesce così a fare qualcosa di raro. Trasforma un oggetto quotidiano in una chiave di lettura del mondo. Senza retorica, senza nostalgia, senza artifici. Con la consapevolezza che anche ciò che portiamo a spalla o a mano racconta molto più di quanto immaginiamo.
