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Bernardo Zannoni vince la 60esima edizione del Premio Campiello

Vince la 60esima edizione del Premio Campiello Bernardo Zannoni con la sua opera prima “i miei stupidi intenti”.

Si è appena conclusa la 60esima edizione del premio Campiello che ha visto la vittoria indiscussa di Bernardo Zannoni. In gara con un opera prima, Zannoni, di soli 25 anni, ha preso ben 101 voti distanziandosi in maniera netta dagli altri scrittori in finale. 

 

La finale al Teatro la Fenice

Si è tenuta questa sera, sabato 3 settembre 2022, nella storica sede del Gran Teatro La Fenice, la finale della 60esima edizione delPremio Campiello. Un’edizione importante che celebra una lunga tradizione di lungimiranza degli imprenditori veneti verso l’indissolubile rapporto tra cultura e fabbrica. A condurre la cerimonia conclusiva del premio organizzato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto è stata Francesca Fialdini, conduttrice televisiva, volto noto di Rai1, che ha saputo guidare al meglio una serata fatta di divertimento e contenuti di qualità. Nel corso della serata, anche due ospiti d’eccezione: il musicista (Lo Stato Sociale) e attore (Premio Biraghi 2021) Lodo Guenzi, il violinista e compositore Rodrigo D’Erasmo e il cantante Diodato che ha saputo interpretare alcuni grandi brani della canzone italiana.

I finalisti  

Protagonisti assoluti sono stati assolutamente i cinque finalisti di questa edizione del Campiello, con cui Francesca Fialdini ha dialogato, seguendo con loro le fasi delle votazioni. Nel corso della cerimonia si è svolto poi lo spoglio delle schede della Giuria dei Trecento Lettori anonimi, che con il loro voto hanno decretato il vincitore.

 

A contendersi l’ambita “vera da pozzo” di questa 60^ edizione del Premio Campiello sono: Fabio Bacà “Nova” (Adelphi), Antonio Pascale “La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini” (Einaudi), Daniela Ranieri“Stradario aggiornato di tutti i miei baci” (Ponte alle Grazie), Elena Stancanelli “Il tuffatore” (La nave di Teseo), Bernardo Zannoni “I miei stupidi intenti” (Sellerio).

 

Il vincitore del Premio Campiello è Bernardo Zannoni

Il premio di quest’anno va a Bernardo Zannoni, 25 anni, con la sua opera prima “I miei stupidi intenti” edito per Sellerio. Un libro che ci regala una forte riflessione su temi esistenziali come la morte, il senso della fede, il ruolo della scrittura. Il tutto visto e raccontato dal punto di vista di una faina, animale sottovalutato nella letteratura ma estremamente affascinante. Qui la trama: 

Questa è la lunga vita di una faina, raccontata di suo pugno. Fra gli alberi dei boschi, le colline erbose, le tane sotterranee e la campagna soggiogata dall’uomo, si svela la storia di un animale diverso da tutti. Archy nasce una notte d’inverno, assieme ai suoi fratelli: alla madre hanno ucciso il compagno, e si ritrova a doverli crescere da sola.
Gli animali in questo libro parlano, usano i piatti per il cibo, stoviglie, tavoli, letti, accendono fuochi, ma il loro mondo rimane una lotta per la sopravvivenza, dura e spietata, come d’altronde è la natura. Sono mossi dalle necessità e dall’istinto, il più forte domina e chi perde deve arrangiarsi. È proprio intuendo la debolezza del figlio che la madre baratta Archy per una gallina e mezzo. Il suo nuovo padrone si chiama Solomon, ed è una vecchia volpe piena di segreti, che vive in cima a una collina. Questi cambiamenti sconvolgeranno la vita di Archy: gli amori rubati, la crudeltà quotidiana del vivere, il tempo presente e quello passato si manifesteranno ai suoi occhi con incredibile forza. Fra terrore e meraviglia, con il passare implacabile delle stagioni e il pungolo di nuovi desideri, si schiuderanno fra le sue zampe misteri e segreti. Archy sarà sempre meno animale, un miracolo silenzioso fra le foreste, un’anomalia. A contraltare, tra le pagine di questo libro, il miracolo di una narrazione trascinante, che accompagna il lettore in una dimensione non più umana, proprio quando lo pone di fronte alle domande essenziali del nostro essere uomini e donne.

 

 

 

 

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