a babbo morto

Zerocalcare, “Uso l’ironia per proteggere me stesso”

Il celebre fumettista romano Zerocalcare ha parlato del suo ultimo libro “A Babbo morto” che uscirà per la prima volta anche in audiolibro, prodotto da Storytel
Zerocalcare, "Uso l'ironia per proteggere me stesso"

Nel contesto di BookCity Milano si è svolto l’incontro tra Michele Rech, vero nome di Zerocalcare, Michele Foschini, direttore editoriale di Baopublishing e Marco Ragaini, direttore editoriale di Storytel Italia, per presentare il nuovo libro di Zerocalcare “A Babbo morto” (Baopublishing). Opera, per la prima volta in assoluto, uscita contemporaneamente in tutte le librerie e in formato audiolibro su Storytel, con le voci d’eccezione di Neri Marcorè, Caterina Guzzanti e, ovviamente, Zerocalcare.

Due settori diversi con molto in comune

La collaborazione tra graphic novel e audiolibro è nata dall’incontro tra i due direttori editoriali, secondo i quali “quello degli audiolibri e delle graphic novel sono due settori che stanno cambiando e crescendo tanto nell’editoria, quindi era un peccato non fare pezzo di strada insieme. Così è iniziata questa collaborazione, di cui ‘A Babbo morto’ è il primo esperimento, che sta aprendo la strada ad altre cose”. Certo, è insolito che si scelga di adattare un fumetto, che si basa sull’immagine, in audiolibro. Ma Michele Foschini dice che “è un’altra versione del racconto. Certo ti priva di una dimensione sensoriale, ma aggiungendone un’altra.” Secondo Ragaini, l’assenza di un determinato aspetto sensoriale è interessante perché “lascia al lettore o all’ascoltatore uno spazio di libertà da riempire con l’immaginazione. Lascia una via di fuga personale.”

La storia oltre la forma

Foschini, che si è occupato dell’adattamento e la riscrittura per il formato audio, sottolinea che anche se ci può essere qualche dubbio sull’efficacia dell’unione tra le due forme, per loro la storia, il contenuto, è più importante della forma. “Abbiamo vissuto questa resistenza anche quando abbiamo iniziato a fare fumetti in formato digitale, che certo non è la stessa cosa, ma per noi l’importante è che le persone possano fruire di quelle storie, in qualsiasi modo preferiscano. Era una sfida, ma ero sicuro si potesse fare”.

Zerocalcare: un autore per tutte le età

Una delle caratteristiche del successo di Zerocalcare è quella di essere apprezzato da persone di tutte le età. “All’inizio non lo capivo, perché mi sembrava di fare cose molto centrate sulla mia esperienza specifica, anche anagrafica, quindi non capivo i più piccoli o i più grandi cosa ci trovassero in quello che faccio.” Poi, però, si è reso che in tutte le sue storie c’è un denominatore comune. “E’ il senso di insicurezza, fragilità, irrisolutezza che molti di noi si portano dietro. Se uno conosce questa sensazione e la riconosce in un libro, poi la può declinare a modo suo, nel suo mondo. Se invece hai la mia età e i miei riferimenti culturali ma non senti questo dentro di te, le cose che racconto non ti parleranno perché non fanno parte del tuo mondo emotivo.”

A Babbo morto

“A Babbo morto”, come suggerisce già il titolo, non è un libro per bambini. È un libro politico, ma anche personale, sulla verità del Natale vista da Zerocalacare. “Ho creduto a Banno Natale fino a tardi, e quando ho chiesto a mia madre se esistesse o no, lei mi ha risposto “Babbo Natale esiste finché ci credi”. Se ci pensi è devastante, perché ti dà una responsabilità: smettere di crederci è come ucciderlo.” Come in tutti i suoi libri, anche qui si alternano due registri, quello della drammaticità e quello dell’ironia. È un aspetto che Zerocalcare ricerca volontariamente perché, dice, “io sono una persona triste, crepuscolare, ma ho imparato che questo aspetto del carattere ti mette nella condizione di essere un bersaglio per le prepotenze. Inserire elementi di ironia per me è come una schermatura, un modo di disinnescare la tristezza. Un meccanismo psicologico per proteggere me stesso.”

 

Cecilia Mastrogiovanni 

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