La casa sull'argine

Perché i sogni restano centrali nella ricerca della nostra felicità

L'importanza dei sogni secondo Daniela Raimondi, autrice de "La casa sull'argine": una saga famigliare appassionante, ambientata tra 1800 e 1900 sulle rive del Po
Perché i sogni restano centrali nella ricerca della nostra felicità

Daniela Raimondi è autrice de “La casa sull’argine“. Dopo il successo de “I leoni di Sicilia” di Stefania Auci, ecco una saga famigliare appassionante, ambientata tra 1800 e 1900 sulle rive del Po al crocevia tra Lombardia, Emilia e Veneto. La saga dei Casadio si dipana attraverso due secoli di Storia, percorrendo gli eventi che hanno segnato l’Italia: dai moti rivoluzionari che portarono all’Unità fino agli Anni di Piombo. Una storia epica e intima insieme, un romanzo in cui in cui immergersi per recuperare la magia dei sogni e ritrovare, tra un commozione e stupore, tutto ciò che ci rende davvero vivi.

L’importanza dei sogni, ieri come oggi

La stessa autrice ci presenta il suo romanzo, sottolineando come i sogni siano al centro delle vite e delle azioni dei protagonisti.

Se «siamo fatti della stessa sostanza dei sogni», come scriveva Shakespeare nella sua “Tempesta”, il nostro dolore spesso è causato dalla rinuncia dei desideri che ci hanno nutrito negli anni, dall’impossibilità di inseguire le nostre aspirazioni.

Il mio romanzo racconta una storia di terra e di fatica. Una storia di gente che lotta per la sopravvivenza, ma anche di personaggi pieni di estro e di passioni. I loro sono sogni, seppur profondamente diversi, sono sempre al centro delle loro vite. Variano molto: dal coronare una storia d’amore impossibile, al costruire repliche dell’arca di Noè; dal calcolare il peso esatto di un respiro, all’aspirare a una società migliore.

Ma i sogni, spesso, sono un lusso che possono permettersi solo i ceti più agiati. Quelli meno fortunati ai sogni debbono rinunciarvi. Solitamente è proprio la famiglia a tarpare le ali ai miei personaggi, e non solo perché nel romanzo i sogni vengono associati alla terribile profezia che un’ava gitana aveva intravisto nei tarocchi. Si uccidono i sogni dei giovani per protezione, perché per i ceti più umili, non è economicamente possibile perseguire le proprie ambizioni.

Che si parli dell’800, del ventesimo secolo, o dei nostri giorni, non importa. I sogni restano centrali nel perseguimento della nostra felicità. Questo è il messaggio del mio romanzo. Lo comprende Neve, uno dei personaggi più presenti nella saga, che giunta alla fine dei suoi giorni sulla terra, rifletterà sul fatto che: “Il male della vita, per tutti noi, non è stato inseguire i sogni, ma rinunciarvi.”

 

Foto di Kelvin Siqueira da Pexels

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