Consiglio agli scrittori

Maria Pia Romano, “Scrittori emergenti, diffidate dall’editoria a pagamento”

L'autrice nel suo ultimo libro "Le amiche imperfette" tratta il fenomeno dell'editoria a pagamento all'interno di una storia di due amiche che si ritrovano
Maria Pia Romano, "Scrittori emergenti, diffidate dall'editoria a pagamento"

Evitare l’editoria a pagamento: meglio tenere un libro nel cassetto un anno in più, che accettare i ricatti dell’editoria a pagamento. E’ questo il consiglio rivolto agli scrittori in erba da parte di Maria Pia Romano, che proprio nel suo ultimo libro “Le amiche imperfette“, opera che nasce proprio dall’urgenza di parlare di quello che Maria Pia definisce “la Vanity Press”. Alcuni editori, infatti, secondo l’autrice fanno leva su questa fiera delle vanità per “campare spillando soldi ai ricchi e agli illusi.” Non solo editoria a pagamento. Il libro affronta diversi temi e racconta una storia di vite che s’incontrano, stringono patti di alleanza, si perdono, si cercano ancora. Protagoniste la bella e annoiata Angelica e la riservata e autentica Elisa.

Chi sono le “amiche imperfette” che danno il titolo al libro?

Le mie amiche imperfette sono due quarantenni molto diverse tra loro: una ricca e annoiata che s’improvvisa scrittrice per riempire vuoti antichi, l’altra, invece, sempre in affanno, giornalista in gamba e mal pagata, riservata, colta, che accetta di diventare una ghostwriter. Le accomuna il fatto che entrambe non hanno figli, eppure restano due universi che possono solo scrutarsi a distanza, con reciproca curiosità.

Angelica ed Elisa: quanto c’è di biografico nelle due protagoniste del libro?

Sono due personaggi inventati, che s’ispirano alla vita, quella vera. Diventano reali quando si comprende che le loro fragilità, le loro imperfezioni, che le fanno tremare e sognare, sono quelle delle donne di oggi, che lottano contro il tempo che passa, lavorano per portare i soldi a casa, vivono sempre di corsa. E poi quando arriva una pagina d’amore all’improvviso sono pronte a tornare bambine e riprendere a fantasticare. Di autobiografico c’è sicuramente il vissuto di Elisa nella televisione locale, è stata la mia vita. E i desideri di Elisa, in parte, sono anche i miei.

Il libro è anche un ritratto della vita di provincia. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

Lecce diventa una folkloristica metafora della vita di provincia, dove tutto accade diventa notizia, si parla e si straparla, poi pur di salvare la faccia ci si mette l’abito buono della festa e si sorride al pubblico. Il vantaggio è che nei piccoli centri tutto appare a misura d’uomo, rispetto a una metropoli, lo svantaggio è che tutto è raccolto, elitario, autoreferenziale. Bisogna volare alto, restando distaccati dalle chiacchiere e dalle chat di condominio, ma non sempre è facile e si resta impantanati, qualche volta.

Il libro tratta anche il tema dell’editoria a pagamento e delle difficoltà dei piccoli scrittori di emergere e di veder pubblicato il proprio “libro nel cassetto”. Cosa a tuo parere non funziona nell’editoria oggi?

Il libro è nato proprio dall’urgenza di parlare del vero cancro dell’editoria oggi: la Vanity Press. Gente disposta a pagare pur di veder pubblicato il proprio “libro”. E l’uso delle virgolette non è casuale. Stampatori che facendo leva su questa fiera delle vanità riescono a campare spillando soldi ai ricchi e agli illusi.

Sul mondo dell’editoria oggi ci sarebbe tanto da dire. Più facile che le grandi case editrici pubblichino il libro della persona di successo, anziché che leggano il manoscritto di un esordiente. Per quanto mi riguarda ho la fortuna di pubblicare con Besa: un editore indipendente che ha un catalogo meraviglioso e sta credendo molto nel mio libro, la reputo una grande ricchezza.

Cosa ti senti di consigliare agli aspiranti scrittori, un po’ disillusi dalle mancanze di opportunità?

Io consiglio di fare un percorso onesto, senza pagare alcun editore: meglio tenere un libro nel cassetto un anno in più, che accettare i ricatti dell’editoria a pagamento. E di leggere, leggere tanto. Un infinito viaggiare che dà modo di crescere, sempre.

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