Ti aspetterò tutta la vita

Margherita Toffa, “Nadia mi ha insegnato che la vita va usata fino all’ultimo minuto”

Margherita Toffa, madre di Nadia, presenta il libro "Ti aspetterò tutta la vita", una raccolta di testi e pensieri di Nadia sull’amore, una sorta di “Cos’è l’amore per Nadia Toffa”, sotto tutte le sue sfumature.
Margherita Toffa, "Nadia mi ha insegnato che la vita va usata fino all'ultimo minuto"

Nadia Toffa è venuta a mancare ormai più di un anno fa, il 13 agosto del 2019, e in questo lasso di tempo la sua popolarità e il “cordone” di amore e affetto che la circonda non hanno fatto altro che crescere e rafforzarsi, facendola diventare in tutto e per tutto una sorta di simbolo di forza, passione e coraggio. La sua mamma Margherita ha avuto in consegna tutti questi testi da Nadia prima che morisse: Nadia se li appuntava sul cellulare durante la malattia, spesso di notte, quando si svegliava all’improvviso o non riusciva a dormire.

Dopo il primo libro “Non fate i bravi” esce “Ti aspetterò tutta la vita“, il secondo volume che raccoglie i pensieri che Nadia Toffa voleva arrivassero a tutti dopo la sua scomparsa. Tutti i diritti d’autore ricavati dalla vendita del libro, attraverso la neonata Fondazione Nadia Toffa, saranno destinati dalla famiglia di Nadia, in collaborazione con Don Maurizio Patriciello della Terra dei Fuochi (cui Nadia era legatissima per via delle sue inchieste), a sostenere direttamente iniziative sul territorio, centri di ricerca e ospedali impegnati nella ricerca e cura del cancro. Abbiamo intervistato la mamma di Nadia Tozza, Margherita.

Cos’è l’amore per Nadia Toffa?

Per Nadia l’amore era un sentimento universale. Lei amava le persone, i bambini, la natura, Dio. Per lei nemmeno gli insetti si potevano toccare. Amava tutto.

Qual era il suo rapporto con la malattia che emerge dalle pagine del libro?

Ci ha convissuto bene, non so se perché viveva con me e quindi per non farmi preoccupare ancor di più. Era sempre sorridente, dolce: era un amore di figlia. Era la più piccola della famiglia, vivevamo in simbiosi. Non so come facesse a sopportare il male che ha avuto. E’ stata operata ben 5 volte alla testa, un’operazione che le provocava un dolore devastante. Durava un giorno, massimo due, ma erano giornate terribili. Appena le passava, Nadia tornava ad essere sorridente. non so dove trovasse la forza. Raramente Nadia era sconfortata. Quelle poche volte, mi chiedeva che le stessi vicino per pregare insieme e invocare il suo angelo custode: mia sorella morta anche lei di tumore a 21 anni. Lei non l’aveva conosciuta, ma dopo averla invocata ci passava lo sconforto e tornavamo a ridere e parlare di tutto e di più. 

Nadia non soffriva tanto per lei, quando per me. Diceva “non è giusto che tu rimanga senza di me: i figli non devono morire prima dei genitori”. Lei mi ha preparato al dopo, diceva “Se Gesù non fa il miracolo dovrò andarmene”. Così è stato.

Come si spiega l’affetto che a oltre un anno di distanza dalla sua morte ancora la gente dimostra nei suoi confronti?

Chi ha conosciuto Nadia Toffa in vita continua ad amarla. Quando paro la sua pagina Facebook torvo persone che continuano a scrivere cose bellissime su di lei. Questo per me è una coccola: vuol dire che Nadia ha lasciato il segno. I suoi libri, la fondazione che lei voleva creassi, il bene che mi ha pregato di continuare a fare anche dopo la sua scomparsa sono il risultato di questa sua forza e tenacia che ha colpito tutti. Nadia scriveva dei pensieri che lei conservava sulla sua scrivania e che poi voleva che consegnassi al suo amico Lorenzo Fazio Chiarelettere per realizzarne dei libri. In tutto erano 450 i pensieri da lei scritti: ne abbiamo già ricavato due libri.

Nadia Toffa è un simbolo di forza, passione e coraggio. Quale frase o estratto del libro bene identifica questa sua caratteristica?

Quando apro i libri di Nadia, li leggo un po’ e poi piango. Per me è una cosa dolorosa anche se sono testi suoi che ho già letto. Ne va del mio benessere mentale. C’è però un testo intitolato “Una pietra preziosa” che per dimostra tutta la sua passione per l’amore, tutta la sua forza nell’affrontare il dolore, il suo amore per la vita e tutti gli altri. Questo come altri estratti del libro raccontano la passione che Nadia aveva per i deboli, i fragili. Un amore anche verso chi la criticava: a volte mi arrabbiavo con gli haters che l’attaccavano sui social. Nonostante ciò lei li difendeva, quasi li giustificava per l’odio che le rivolgevano a parole. 

Lei è una madre che in diversi modi, come i libri e l’attività della Fondazione Nadia Toffa, prosegue il desiderio di sua figlia. Dove trova la forza per portare avanti tutto ciò?

Conviverò con il dolore per sempre, non passerà mai e nemmeno voglio che passi. E’ come se dimenticassi mia figlia. So che dovrò convivere con la sua perdita per tutta la vita. Nadia mi ha insegnato ad essere forte, a non lasciarmi mai andare perché la vita è preziosa e va usata fino all’ultimo minuto, proprio come ha fatto lei. Portare avanti in nome di Nadia le diverse attività mi aiuta ad andare avanti, mi distrae dai pensieri dolorosi. Ho perso una figlia a 40 anni, ma lei mi ha aiutato per il dopo. Mi ha fatto crescere.

 

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