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Malattia o omicidio? Qual è la verità sulla morte di Pablo Neruda?

Pablo Neruda è stato assassinato? Secondo Roberto Ippolito, autore del libro "Delitto Neruda", il poeta cileno sarebbe stato ucciso dal regime di Pinochet
Malattia o omicidio? Qual è la verità sulla morte di Pablo Neruda?

U’inchiesta “travestita” da thriller, per far luce sulla morte di uno dei poeti più amati di tutti i tempi: Pablo Neruda. Roberto Ippolito è l’autore del libro “Delitto Neruda“. Un’opera che, già dal titolo, mete in chiaro la tesi portata avanti:  il poeta cileno fu assassinato, non morì per cause naturali.

L’inchiesta sulla morte di Pablo Neruda

Dal 2011 è in corso un’inchiesta della magistratura per accertare le ragioni del decesso di Pablo Neruda, avvenuto il 23 settembre 1973, soltanto dodici giorni dopo il sanguinoso colpo di stato cileno. “Il premio Nobel ucciso dal golpe di Pinochet” si legge sulla copertina del libro di Roberto Ippolito. La sentenza è dunque attesa da tanto. L’autore con “Delitto Neruda” documenta gli ostacoli posti negli ultimi anni alla sua conclusione, a iniziare dall’11 settembre 1973, con l’instaurazione della dittatura militare di Pinochet.

Le poesie dello scrittore
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Pablo Neruda, le poesie più belle

Le case di Pablo Neruda furono devastate, i suoi libri incendiati nei falò per le strade. A dodici giorni dal golpe che depone l’amico Allende, Pablo Neruda, il poeta dell’amore e dell’impegno civile, muore nella Clinica Santa María di Santiago. La stessa in cui, anni dopo, morirà avvelenato anche l’ex presidente Frei Montalva, oppositore del regime. Il decesso di Neruda avviene alla vigilia della sua partenza per il Messico, ufficialmente per un cancro alla prostata. Ma la cartella clinica è scomparsa, manca l’autopsia, il certificato di morte è sicuramente falso.

Verità e giustizia per il poeta cileno

Roberto Ippolito ha raccolto le prove sostenibili, gli indizi e il movente della fine non naturale di Neruda. “È un giorno pieno di amarezza il giorno della ricorrenza della morte di Pablo Neruda – afferma l’autore – Possiamo ricordarlo con le sue poesie, possiamo rileggerle. Ma dobbiamo per forza parlare di come lui è morto. Raccogliendo prove, documenti e testimonianze, con il mio libro mi sono assunto la responsabilità di denunciare che il decesso non è stato causato dal cancro alla prostata come indicato nel certificato medico e in quello del Registro civil. Ma il poeta attende la chiusura dell’indagine giudiziaria diretta a far luce sulla sua fine avvenuta con il golpe di Pinochet. La verità della magistratura attraverso una sentenza è un’esigenza irrinunciabile.”

Il messaggio del nipote di Neruda

Rodolfo Reyes, nipote di Pablo Neruda e rappresentante legale dei familiari, afferma che il libro “Delitto Neruda” è determinante per far luce finalmente sulla causa della morte del poeta, avvenuta ufficialmente per un cancro alla prostata. Lo ha affermato nel corso di un videomessaggio inviato all’Isola di Capri in occasione della presentazione del libro da parte dello scrittore, avvenuta lo scorso venerdì 7 agosto 2020 nell’isola dove Pablo Neruda visse in esilio nel 1952.

CAPRI NELL’ANIMA

Amici…
Da questo lontano paese chiamato Cile, che abbraccia questo mondo nella parte più australe del continente americano, dove finisce la terra per cedere il passo fertile all’immenso Oceano Pacifico che lo porta al confine dell’Antartide, magicamente lo zio Pablo Neruda lo descrisse dicendo:

“L’Oceano Pacifico usciva dalla mappa.
Non c’era dove metterlo.
Era così grande, disordinato e azzurro
che non ci stava da nessuna parte.
Per questo lo lasciarono davanti alla mia finestra.”

Sono onorato di essere presente con la mia voce nuovamente a Capri, accompagnando in questo giorno lo scrittore Roberto Ippolito, che presenterà la sua opera “Delitto Neruda” la quale è stata scritta con molta obiettività, investigando in modo solerte e rigoroso, serio e fondato, raccogliendo i fatti accaduti in Cile nell’anno 1973 e che precipitarono la morte dello zio Pablo Neruda.

Questa opera è un anticipo della verità giuridica che in Cile si è voluto nascondere per diversi motivi e interessi. Siamo soltanto i nipoti del poeta, e nel mio caso oltre che nipote come avvocato insieme alla mia collega Elisabeth Flores, abbiamo spinto, gestito e progettato questa inchiesta giudiziaria e sostenuti dall‘indagine scientifica e dalle perizie abbiamo la convinzione che tali antefatti cambieranno la storia ufficiale, così dichiarando che la vera causa della morte dello zio Pablo Neruda è dovuta all’intervento di terze persone… e che non fu morte naturale bensì provocata.

Infine vorrei ringraziare in particolare i miei cari amici, il Comune di Capri che ha reso possibile la mia visita nel 2017, Paolino con la sua amicizia franca e le prelibatezze del suo ristorante e i suoi limoni che sprigionavano il loro profumo con l’aroma della primavera, la Presidente del Centro Cerio e soprattutto lo scrittore Luciano Garofano, con il suo sorriso permanente e la sua amicizia a fior di pelle, che ha consentito di scoprire ogni angolo di questa bella Capri e i segreti dei guerrieri giganti di granito che proteggono l’isola, le sue bianche case alate che pendono dai faraglioni e i suoi fiori, che scendono come le trecce della donna amata per bere dalle sue acque cristalline di quel mare colore turchese dell’indimenticabile Capri.

Grazie mille.

 

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