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Svegliarsi negli anni Venti

Cosa dobbiamo aspettarci da questi anni Venti?

Nel libro “Svegliarsi negli anni Venti” Paolo Di Paolo racconta il paesaggio del cambiamento e invita i lettori nell'ultima pagina del libro a raccontare cosa si aspettano dalla prossima decade

Scritto da Paolo Di Paolo

Contare il tempo è una questione tutta umana. I calendari dicono qualcosa che riguarda solo noi – le nostre attese, le nostre speranze, i nostri inganni. Il tempo va, e noi gli diamo un nome: così, 2020 ci aveva fatto l’effetto di una scoperta. O di una spiazzante messa a fuoco. Possibile che il Novecento secolo sia finito già da vent’anni? Possibile che ventenni siano ormai le prime ragazze e i primi ragazzi con anagrafe post-novecentesca? Nello scarto tra millenni avevamo avuto la certezza di un passaggio epocale, ma un’epoca non finisce mai di colpo, come credeva un personaggio sulla “Terrazza” di Ettore Scola: continua a morire a lungo, talvolta non smette più di morire.

Il secolo nuovo esce dall’adolescenza, entra in una giovinezza piena di confusione e di promesse. Ha la sua occasione. In un momento così difficile, riusciamo a dare ancora credito a questi anni Venti? Quelli di cent’anni fa furono elettrici, ruggenti – e anche cupissimi. E questi appena cominciati? Come ha scritto un grande ragazzo del secolo scorso, uno che era giovane cent’anni fa, Vittorio Foa, “i valori non sono collocati in un posto fisso come una cassetta di sicurezza, i valori bisogna cercarli ed è una fatica”. Anche se orfani, non siamo privi di bussola. Si sono aperti spazi imprevedibili. E c’è un’occasione straordinaria, diceva Foa, per darsi da fare.

I libri? Sono ancora uno strumento per lasciare il segno

I libri? Sono ancora uno strumento per lasciare il segno

Gli ultimi casi editoriali, riguardanti scrittori non di professione, sono stati l’occasione per Paolo Di Paolo di riflettere sulla forza dell’oggetto libro, spesso bistrattato ma infine tanto potente

Ho scritto un libro intitolato “Svegliarsi negli anni Venti” (Mondadori) per raccontare il paesaggio del cambiamento. C’è Siri, c’è Alexa e c’è Kafka. Ci sono Hemingway, Picasso e Fitzgerald, come nel film di Woody Allen “Midnight in Paris”. Ho percorso un corridoio spazio-temporale tra due epoche per interrogarmi sui desideri, sulle speranze e sulle paure.

L’ultima pagina del libro è bianca. C’è scritto solo: che cosa ti aspetti dai tuoi anni Venti?
Sarebbe bello che, a penna, a matita, ogni lettore la riempisse. Ma intanto cominciamo su Libreriamo. E vi invitiamo a raccontarci tutti che cosa vi aspettate dagli anni Venti…

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